Galleria / Gallery

Tutti i miei lavori svolti dal 2009 ad oggi
All my works done since 2009

Testa di scimmia mummificata / Mummified monkey head

Testa di cercopiteco africano preservata sotto campana di vetro / Preserved head of a African Vervet monkey under glass bell

                                      Cercopiteco verde mummificato con campana di vetro                                       Vervet monkey mummified head under glass bell

Testa di cercopiteco africano preservata sotto campana di vetro / Preserved head of a African Vervet monkey under glass bell


Testa di cercopiteco africano preservata sotto campana di vetro / Preserved head of a African Vervet monkey under glass bell


Manifestazione di Abrahel / Manifestation of Abrahel

Abrahel è un succubo apparso nel 1581 a Dalhem, località oggi situata in Belgio, e descritto da Nicholas Rémy nel suo libro Daemonolatreiae libri tres  /  Abrahel is a succubus described by Nicholas Rémy in his work Daemonolatreiae libri tres.

Abrahel è un succubo apparso nel 1581 a Dalhem, località oggi situata in Belgio, e descritto da Nicholas Rémy nel suo libro Daemonolatreiae libri tres  /  Abrahel is a succubus described by Nicholas Rémy in his work Daemonolatreiae libri tres.


Abrahel è un succubo apparso nel 1581 a Dalhem, località oggi situata in Belgio, e descritto da Nicholas Rémy nel suo libro Daemonolatreiae libri tres  /  Abrahel is a succubus described by Nicholas Rémy in his work Daemonolatreiae libri tres.

Abrahel è un succubo apparso nel 1581 a Dalhem, località oggi situata in Belgio, e descritto da Nicholas Rémy nel suo libro Daemonolatreiae libri tres  /  Abrahel is a succubus described by Nicholas Rémy in his work Daemonolatreiae libri tres.

Cucciolo di chupacabra mummificato/ Mummified chupacabra infant

Il chupacabra è un animale appartenente alla mitologia contemporanea, che si vuole abiti in alcune zone delle Americhe. È stato associato con apparizioni di un presunto animale sconosciuto a Porto Rico, Messico e anche Stati Uniti d'America, specialmente tra le comunità latinoamericane. Il nome deriva dal fatto che sarebbe sua abitudine bere il sangue di capre e altri animali domestici, e infliggere loro particolari mutilazioni. Una delle rappresentazioni più tipiche di un chupacabra è quella di un animale della taglia di un piccolo orso, con una fila di aculei dalla testa alla base della coda.  /  The chupacabra is an animal belonging to contemporary mythology, said to live in some areas of the Americas. It has been associated with appearances by an alleged animal unknown to Puerto Rico, Mexico and even the United States of America, especially among the Latin American communities.
The name derives from the fact that it his habit is to drink the blood of goats and other domestic animals, and inflict on them particular mutilations. One of the most typical representations of a chupacabra is that of an animal of the size of a small bear, with a row of spines from the head to the base of the tail.

Il chupacabra è un animale appartenente alla mitologia contemporanea, che si vuole abiti in alcune zone delle Americhe. È stato associato con apparizioni di un presunto animale sconosciuto a Porto Rico, Messico e anche Stati Uniti d'America, specialmente tra le comunità latinoamericane. Il nome deriva dal fatto che sarebbe sua abitudine bere il sangue di capre e altri animali domestici, e infliggere loro particolari mutilazioni. Una delle rappresentazioni più tipiche di un chupacabra è quella di un animale della taglia di un piccolo orso, con una fila di aculei dalla testa alla base della coda.  /  The chupacabra is an animal belonging to contemporary mythology, said to live in some areas of the Americas. It has been associated with appearances by an alleged animal unknown to Puerto Rico, Mexico and even the United States of America, especially among the Latin American communities.
The name derives from the fact that it his habit is to drink the blood of goats and other domestic animals, and inflict on them particular mutilations. One of the most typical representations of a chupacabra is that of an animal of the size of a small bear, with a row of spines from the head to the base of the tail.

Il chupacabra è un animale appartenente alla mitologia contemporanea, che si vuole abiti in alcune zone delle Americhe. È stato associato con apparizioni di un presunto animale sconosciuto a Porto Rico, Messico e anche Stati Uniti d'America, specialmente tra le comunità latinoamericane. Il nome deriva dal fatto che sarebbe sua abitudine bere il sangue di capre e altri animali domestici, e infliggere loro particolari mutilazioni. Una delle rappresentazioni più tipiche di un chupacabra è quella di un animale della taglia di un piccolo orso, con una fila di aculei dalla testa alla base della coda.  /  The chupacabra is an animal belonging to contemporary mythology, said to live in some areas of the Americas. It has been associated with appearances by an alleged animal unknown to Puerto Rico, Mexico and even the United States of America, especially among the Latin American communities.

The name derives from the fact that it his habit is to drink the blood of goats and other domestic animals, and inflict on them particular mutilations. One of the most typical representations of a chupacabra is that of an animal of the size of a small bear, with a row of spines from the head to the base of the tail.

Il chupacabra è un animale appartenente alla mitologia contemporanea, che si vuole abiti in alcune zone delle Americhe. È stato associato con apparizioni di un presunto animale sconosciuto a Porto Rico, Messico e anche Stati Uniti d'America, specialmente tra le comunità latinoamericane. Il nome deriva dal fatto che sarebbe sua abitudine bere il sangue di capre e altri animali domestici, e infliggere loro particolari mutilazioni. Una delle rappresentazioni più tipiche di un chupacabra è quella di un animale della taglia di un piccolo orso, con una fila di aculei dalla testa alla base della coda.  /  The chupacabra is an animal belonging to contemporary mythology, said to live in some areas of the Americas. It has been associated with appearances by an alleged animal unknown to Puerto Rico, Mexico and even the United States of America, especially among the Latin American communities.
The name derives from the fact that it his habit is to drink the blood of goats and other domestic animals, and inflict on them particular mutilations. One of the most typical representations of a chupacabra is that of an animal of the size of a small bear, with a row of spines from the head to the base of the tail.

La leggenda di Colapesce / The legend of Peix Nicolau

Nella tradizione napoletana, Cola (Nicola) Pesce, o Pesce Nicolò, è un ragazzo maledetto dalla madre per le sue continue immersioni. Finisce per diventare esso stesso pesce e squamarsi. Cola cercava rifugio nel mare, usando il corpo di grossi pesci dai quali si faceva inghiottire, per uscire all'arrivo tagliandone il ventre. La leggenda trae origine dal culto tardo pagano dei figli di Nettuno, ossia dei sommozzatori dotati di poteri magici, in grado di trattenere il respiro in apnea per poterne carpire i tesori e i segreti. Essi acquistavano tali poteri magici accoppiandosi con misteriosi esseri marini (probabilmente le foche monache) e con l'aiuto della sirena Partenope.  /  In the Neapolitan tradition, Cola (Nicola) Pesce, or Peix Nicolau, is a boy cursed by his mother for his continuous diving. It ends up becoming fish itself and scaling. Cola sought refuge in the sea, using the body of large fish from which he was swallowed, which he then left by cutting off his belly. The legend originates from the late pagan cult of the sons of Neptune, divers with magical powers, able to hold their breath in apnea to be able to steal the treasures and secrets. They acquired such magical powers by mating with mysterious marine beings (probably the monk seals) and with the help of the siren Partenope.

Nella tradizione napoletana, Cola (Nicola) Pesce, o Pesce Nicolò, è un ragazzo maledetto dalla madre per le sue continue immersioni. Finisce per diventare esso stesso pesce e squamarsi. Cola cercava rifugio nel mare, usando il corpo di grossi pesci dai quali si faceva inghiottire, per uscire all'arrivo tagliandone il ventre. La leggenda trae origine dal culto tardo pagano dei figli di Nettuno, ossia dei sommozzatori dotati di poteri magici, in grado di trattenere il respiro in apnea per poterne carpire i tesori e i segreti. Essi acquistavano tali poteri magici accoppiandosi con misteriosi esseri marini (probabilmente le foche monache) e con l'aiuto della sirena Partenope.  /  In the Neapolitan tradition, Cola (Nicola) Pesce, or Peix Nicolau, is a boy cursed by his mother for his continuous diving. It ends up becoming fish itself and scaling. Cola sought refuge in the sea, using the body of large fish from which he was swallowed, which he then left by cutting off his belly. The legend originates from the late pagan cult of the sons of Neptune, divers with magical powers, able to hold their breath in apnea to be able to steal the treasures and secrets. They acquired such magical powers by mating with mysterious marine beings (probably the monk seals) and with the help of the siren Partenope.

Nella tradizione napoletana, Cola (Nicola) Pesce, o Pesce Nicolò, è un ragazzo maledetto dalla madre per le sue continue immersioni. Finisce per diventare esso stesso pesce e squamarsi. Cola cercava rifugio nel mare, usando il corpo di grossi pesci dai quali si faceva inghiottire, per uscire all'arrivo tagliandone il ventre. La leggenda trae origine dal culto tardo pagano dei figli di Nettuno, ossia dei sommozzatori dotati di poteri magici, in grado di trattenere il respiro in apnea per poterne carpire i tesori e i segreti. Essi acquistavano tali poteri magici accoppiandosi con misteriosi esseri marini (probabilmente le foche monache) e con l'aiuto della sirena Partenope.  /  In the Neapolitan tradition, Cola (Nicola) Pesce, or Peix Nicolau, is a boy cursed by his mother for his continuous diving. It ends up becoming fish itself and scaling. Cola sought refuge in the sea, using the body of large fish from which he was swallowed, which he then left by cutting off his belly. The legend originates from the late pagan cult of the sons of Neptune, divers with magical powers, able to hold their breath in apnea to be able to steal the treasures and secrets. They acquired such magical powers by mating with mysterious marine beings (probably the monk seals) and with the help of the siren Partenope.

Nella tradizione napoletana, Cola (Nicola) Pesce, o Pesce Nicolò, è un ragazzo maledetto dalla madre per le sue continue immersioni. Finisce per diventare esso stesso pesce e squamarsi. Cola cercava rifugio nel mare, usando il corpo di grossi pesci dai quali si faceva inghiottire, per uscire all'arrivo tagliandone il ventre. La leggenda trae origine dal culto tardo pagano dei figli di Nettuno, ossia dei sommozzatori dotati di poteri magici, in grado di trattenere il respiro in apnea per poterne carpire i tesori e i segreti. Essi acquistavano tali poteri magici accoppiandosi con misteriosi esseri marini (probabilmente le foche monache) e con l'aiuto della sirena Partenope.  /  In the Neapolitan tradition, Cola (Nicola) Pesce, or Peix Nicolau, is a boy cursed by his mother for his continuous diving. It ends up becoming fish itself and scaling. Cola sought refuge in the sea, using the body of large fish from which he was swallowed, which he then left by cutting off his belly. The legend originates from the late pagan cult of the sons of Neptune, divers with magical powers, able to hold their breath in apnea to be able to steal the treasures and secrets. They acquired such magical powers by mating with mysterious marine beings (probably the monk seals) and with the help of the siren Partenope.

Nella tradizione napoletana, Cola (Nicola) Pesce, o Pesce Nicolò, è un ragazzo maledetto dalla madre per le sue continue immersioni. Finisce per diventare esso stesso pesce e squamarsi. Cola cercava rifugio nel mare, usando il corpo di grossi pesci dai quali si faceva inghiottire, per uscire all'arrivo tagliandone il ventre. La leggenda trae origine dal culto tardo pagano dei figli di Nettuno, ossia dei sommozzatori dotati di poteri magici, in grado di trattenere il respiro in apnea per poterne carpire i tesori e i segreti. Essi acquistavano tali poteri magici accoppiandosi con misteriosi esseri marini (probabilmente le foche monache) e con l'aiuto della sirena Partenope.  /  In the Neapolitan tradition, Cola (Nicola) Pesce, or Peix Nicolau, is a boy cursed by his mother for his continuous diving. It ends up becoming fish itself and scaling. Cola sought refuge in the sea, using the body of large fish from which he was swallowed, which he then left by cutting off his belly. The legend originates from the late pagan cult of the sons of Neptune, divers with magical powers, able to hold their breath in apnea to be able to steal the treasures and secrets. They acquired such magical powers by mating with mysterious marine beings (probably the monk seals) and with the help of the siren Partenope.

Nella tradizione napoletana, Cola (Nicola) Pesce, o Pesce Nicolò, è un ragazzo maledetto dalla madre per le sue continue immersioni. Finisce per diventare esso stesso pesce e squamarsi. Cola cercava rifugio nel mare, usando il corpo di grossi pesci dai quali si faceva inghiottire, per uscire all'arrivo tagliandone il ventre. La leggenda trae origine dal culto tardo pagano dei figli di Nettuno, ossia dei sommozzatori dotati di poteri magici, in grado di trattenere il respiro in apnea per poterne carpire i tesori e i segreti. Essi acquistavano tali poteri magici accoppiandosi con misteriosi esseri marini (probabilmente le foche monache) e con l'aiuto della sirena Partenope.  /  In the Neapolitan tradition, Cola (Nicola) Pesce, or Peix Nicolau, is a boy cursed by his mother for his continuous diving. It ends up becoming fish itself and scaling. Cola sought refuge in the sea, using the body of large fish from which he was swallowed, which he then left by cutting off his belly. The legend originates from the late pagan cult of the sons of Neptune, divers with magical powers, able to hold their breath in apnea to be able to steal the treasures and secrets. They acquired such magical powers by mating with mysterious marine beings (probably the monk seals) and with the help of the siren Partenope.

Mummia di capo pigmeo del Congo / Mummy of a pygmy chief from Congo

Un vero classico di ogni freakshow  che si rispettiA true classic of every respectable freakshow

Un vero classico di ogni freakshow  che si rispetti / A true classic of every respectable freakshow


Un vero classico di ogni freakshow  che si rispetti / A true classic of every respectable freakshow


Un vero classico di ogni freakshow  che si rispetti / A true classic of every respectable freakshow

Un vero classico di ogni freakshow  che si rispetti / A true classic of every respectable freakshow

Gnomo domestico / Household Gnome

Originarie del nord della Svezia, queste creature vivono nei boschi vicini agli insediamenti umani, nei quali si introducono di nascosto per rubare cibo, gioielli e altri oggetti che riutilizzano o scambiano con altri gnomi / Native to northern Sweden, these creatures live in the woods near human settlements, where they sneak in to steal food, jewelry and other objects that they reuse or exchange with other gnomes

Originarie del nord della Svezia, queste creature vivono nei boschi vicini agli insediamenti umani, nei quali si introducono di nascosto per rubare cibo, gioielli e altri oggetti che riutilizzano o scambiano con altri gnomi / Native to northern Sweden, these creatures live in the woods near human settlements, where they sneak in to steal food, jewelry and other objects that they reuse or exchange with other gnomes


Originarie del nord della Svezia, queste creature vivono nei boschi vicini agli insediamenti umani, nei quali si introducono di nascosto per rubare cibo, gioielli e altri oggetti che riutilizzano o scambiano con altri gnomi / Native to northern Sweden, these creatures live in the woods near human settlements, where they sneak in to steal food, jewelry and other objects that they reuse or exchange with other gnomes


Originarie del nord della Svezia, queste creature vivono nei boschi vicini agli insediamenti umani, nei quali si introducono di nascosto per rubare cibo, gioielli e altri oggetti che riutilizzano o scambiano con altri gnomi / Native to northern Sweden, these creatures live in the woods near human settlements, where they sneak in to steal food, jewelry and other objects that they reuse or exchange with other gnomes

Originarie del nord della Svezia, queste creature vivono nei boschi vicini agli insediamenti umani, nei quali si introducono di nascosto per rubare cibo, gioielli e altri oggetti che riutilizzano o scambiano con altri gnomi / Native to northern Sweden, these creatures live in the woods near human settlements, where they sneak in to steal food, jewelry and other objects that they reuse or exchange with other gnomes

Sirena Feejee / Feejee mermaid

Uno dei più ambiti oggetti da wunderkammer, l'ibrido perfetto tra pesce e mammiferi dai lontani Mari del Sud / One of the most coveted wunderkammer objects, the perfect hybrid of fish and mammals from the far Southern Seas

Uno dei più ambiti oggetti da wunderkammer, l'ibrido perfetto tra pesce e mammiferi dai lontani Mari del Sud / One of the most coveted wunderkammer objects, the perfect hybrid of fish and mammals from the far Southern Seas


Uno dei più ambiti oggetti da wunderkammer, l'ibrido perfetto tra pesce e mammiferi dai lontani Mari del Sud / One of the most coveted wunderkammer objects, the perfect hybrid of fish and mammals from the far Southern Seas


Uno dei più ambiti oggetti da wunderkammer, l'ibrido perfetto tra pesce e mammiferi dai lontani Mari del Sud / One of the most coveted wunderkammer objects, the perfect hybrid of fish and mammals from the far Southern Seas


Uno dei più ambiti oggetti da wunderkammer, l'ibrido perfetto tra pesce e mammiferi dai lontani Mari del Sud / One of the most coveted wunderkammer objects, the perfect hybrid of fish and mammals from the far Southern Seas


Uno dei più ambiti oggetti da wunderkammer, l'ibrido perfetto tra pesce e mammiferi dai lontani Mari del Sud / One of the most coveted wunderkammer objects, the perfect hybrid of fish and mammals from the far Southern Seas


Una testa mummificata / A mummified head

Nella medicina medievale e rinascimentale europea, ogni buon medico e farmacista teneva nel suo laboratorio una testa di mummia egiziana. Trasportate dai marinai genovesi e veneziani dal porto di Alessandria d'Egitto, i pezzi di pelle rinsecchita erano usati per preparare preziosi medicamenti / In the European medieval and Reinassance medicine, every good doctor and pharmacist kept an Egyptian mummy head in his laboratory. Carried by the Genoese and Venetian sailors from the port of Alexandria in Egypt, its pieces of dry skin were used to prepare precious medicines


UNella medicina medievale e rinascimentale europea, ogni buon medico e farmacista teneva nel suo laboratorio una testa di mummia egiziana. Trasportate dai marinai genovesi e veneziani dal porto di Alessandria d'Egitto, i pezzi di pelle rinsecchita erano usati per preparare preziosi medicamenti / In the European medieval and Reinassance medicine, every good doctor and pharmacist kept an Egyptian mummy head in his laboratory. Carried by the Genoese and Venetian sailors from the port of Alexandria in Egypt, its pieces of dry skin were used to prepare precious medicines


Nella medicina medievale e rinascimentale europea, ogni buon medico e farmacista teneva nel suo laboratorio una testa di mummia egiziana. Trasportate dai marinai genovesi e veneziani dal porto di Alessandria d'Egitto, i pezzi di pelle rinsecchita erano usati per preparare preziosi medicamenti / In the European medieval and Reinassance medicine, every good doctor and pharmacist kept an Egyptian mummy head in his laboratory. Carried by the Genoese and Venetian sailors from the port of Alexandria in Egypt, its pieces of dry skin were used to prepare precious medicines


Coppia di mandragore / A couple of mandrake

La radice di mandragora costituì uno degli ingredienti principali per la maggior parte delle pozioni mitologiche e leggendarie. Il nome, probabilmente di derivazione persiana (mehregiah), le è stato assegnato dal medico greco Ippocrate. Nell'antichità le venivano accreditate virtù afrodisiache; era utilizzata anche per curare la sterilità. Il pianto della mandragola, può uccidere un uomo e per coglierla si deve legarla al guinzaglio di un cane libero di modo che questi avrebbe sradicato la mandragola udendone il lamento straziante e morendo all'istante, consentendo così al proprietario di coglierla. Secondo le credenze popolari, le mandragore nascevano dallo sperma emesso dagli impiccati in punto di morte  / The Mandrake root was one of the main ingredients for most mythological and legendary potions. The name, probably of Persian derivation (mehregiah), was given to it by the Greek doctor Hippocrates. In antiquity they were credited with aphrodisiac virtues; it was also used to treat infertility. The weeping of the mandrake may kill a man and to seize it he must tie it to the leash of a free dog so that he would uproot the mandrake by hearing the harrowing lament and dying instantly, thus allowing the owner to seize it. According to popular beliefs, the mandrakes were born from the sperm emitted by the hanged men at the point of death.

La radice di mandragora costituì uno degli ingredienti principali per la maggior parte delle pozioni mitologiche e leggendarie. Il nome, probabilmente di derivazione persiana (mehregiah), le è stato assegnato dal medico greco Ippocrate. Nell'antichità le venivano accreditate virtù afrodisiache; era utilizzata anche per curare la sterilità. Il pianto della mandragola, può uccidere un uomo e per coglierla si deve legarla al guinzaglio di un cane libero di modo che questi avrebbe sradicato la mandragola udendone il lamento straziante e morendo all'istante, consentendo così al proprietario di coglierla. Secondo le credenze popolari, le mandragore nascevano dallo sperma emesso dagli impiccati in punto di morte  / The Mandrake root was one of the main ingredients for most mythological and legendary potions. The name, probably of Persian derivation (mehregiah), was given to it by the Greek doctor Hippocrates. In antiquity they were credited with aphrodisiac virtues; it was also used to treat infertility. The weeping of the mandrake may kill a man and to seize it he must tie it to the leash of a free dog so that he would uproot the mandrake by hearing the harrowing lament and dying instantly, thus allowing the owner to seize it. According to popular beliefs, the mandrakes were born from the sperm emitted by the hanged men at the point of death.


La radice di mandragora costituì uno degli ingredienti principali per la maggior parte delle pozioni mitologiche e leggendarie. Il nome, probabilmente di derivazione persiana (mehregiah), le è stato assegnato dal medico greco Ippocrate. Nell'antichità le venivano accreditate virtù afrodisiache; era utilizzata anche per curare la sterilità. Il pianto della mandragola, può uccidere un uomo e per coglierla si deve legarla al guinzaglio di un cane libero di modo che questi avrebbe sradicato la mandragola udendone il lamento straziante e morendo all'istante, consentendo così al proprietario di coglierla. Secondo le credenze popolari, le mandragore nascevano dallo sperma emesso dagli impiccati in punto di morte  / The Mandrake root was one of the main ingredients for most mythological and legendary potions. The name, probably of Persian derivation (mehregiah), was given to it by the Greek doctor Hippocrates. In antiquity they were credited with aphrodisiac virtues; it was also used to treat infertility. The weeping of the mandrake may kill a man and to seize it he must tie it to the leash of a free dog so that he would uproot the mandrake by hearing the harrowing lament and dying instantly, thus allowing the owner to seize it. According to popular beliefs, the mandrakes were born from the sperm emitted by the hanged men at the point of death.


La radice di mandragora costituì uno degli ingredienti principali per la maggior parte delle pozioni mitologiche e leggendarie. Il nome, probabilmente di derivazione persiana (mehregiah), le è stato assegnato dal medico greco Ippocrate. Nell'antichità le venivano accreditate virtù afrodisiache; era utilizzata anche per curare la sterilità. Il pianto della mandragola, può uccidere un uomo e per coglierla si deve legarla al guinzaglio di un cane libero di modo che questi avrebbe sradicato la mandragola udendone il lamento straziante e morendo all'istante, consentendo così al proprietario di coglierla. Secondo le credenze popolari, le mandragore nascevano dallo sperma emesso dagli impiccati in punto di morte  / The Mandrake root was one of the main ingredients for most mythological and legendary potions. The name, probably of Persian derivation (mehregiah), was given to it by the Greek doctor Hippocrates. In antiquity they were credited with aphrodisiac virtues; it was also used to treat infertility. The weeping of the mandrake may kill a man and to seize it he must tie it to the leash of a free dog so that he would uproot the mandrake by hearing the harrowing lament and dying instantly, thus allowing the owner to seize it. According to popular beliefs, the mandrakes were born from the sperm emitted by the hanged men at the point of death.


La radice di mandragora costituì uno degli ingredienti principali per la maggior parte delle pozioni mitologiche e leggendarie. Il nome, probabilmente di derivazione persiana (mehregiah), le è stato assegnato dal medico greco Ippocrate. Nell'antichità le venivano accreditate virtù afrodisiache; era utilizzata anche per curare la sterilità. Il pianto della mandragola, può uccidere un uomo e per coglierla si deve legarla al guinzaglio di un cane libero di modo che questi avrebbe sradicato la mandragola udendone il lamento straziante e morendo all'istante, consentendo così al proprietario di coglierla. Secondo le credenze popolari, le mandragore nascevano dallo sperma emesso dagli impiccati in punto di morte  / The Mandrake root was one of the main ingredients for most mythological and legendary potions. The name, probably of Persian derivation (mehregiah), was given to it by the Greek doctor Hippocrates. In antiquity they were credited with aphrodisiac virtues; it was also used to treat infertility. The weeping of the mandrake may kill a man and to seize it he must tie it to the leash of a free dog so that he would uproot the mandrake by hearing the harrowing lament and dying instantly, thus allowing the owner to seize it. According to popular beliefs, the mandrakes were born from the sperm emitted by the hanged men at the point of death.


La radice di mandragora costituì uno degli ingredienti principali per la maggior parte delle pozioni mitologiche e leggendarie. Il nome, probabilmente di derivazione persiana (mehregiah), le è stato assegnato dal medico greco Ippocrate. Nell'antichità le venivano accreditate virtù afrodisiache; era utilizzata anche per curare la sterilità. Il pianto della mandragola, può uccidere un uomo e per coglierla si deve legarla al guinzaglio di un cane libero di modo che questi avrebbe sradicato la mandragola udendone il lamento straziante e morendo all'istante, consentendo così al proprietario di coglierla. Secondo le credenze popolari, le mandragore nascevano dallo sperma emesso dagli impiccati in punto di morte  / The Mandrake root was one of the main ingredients for most mythological and legendary potions. The name, probably of Persian derivation (mehregiah), was given to it by the Greek doctor Hippocrates. In antiquity they were credited with aphrodisiac virtues; it was also used to treat infertility. The weeping of the mandrake may kill a man and to seize it he must tie it to the leash of a free dog so that he would uproot the mandrake by hearing the harrowing lament and dying instantly, thus allowing the owner to seize it. According to popular beliefs, the mandrakes were born from the sperm emitted by the hanged men at the point of death.


La diceria del vampiro / The vampire's rumor

Vampiro nachzehrer della tradizione germanica ed orientale, una creatura che si diceva divorasse rumorosamente il proprio corpo nella tomba, a cominciare dal sudario. E più il cadavere del vampiro si divorava, più la sua famiglia veniva prosciugata fisicamente delle energie e della salute. Non è improbabile che l'idea che i morti mangino se stessi possa essere sorta da corpi in tombe aperte che erano stati in parte mangiati da creature come topi. La masticazione di questi morti viventi poteva essere fermata posizionando una catena sulla bocca o inserendovi un mattone / 

Nachzehrer vampire of Germanic and Eastern Europe tradition, a creature which has been said to devour their own bodies, including their funeral shrouds loudly in their graves, and the more of themselves they eat, the more of their family they physically drain. It is not unlikely that the idea of the dead eating themselves might have risen from bodies in open graves who had been partly eaten by scavengers like rats. They can be stopped by placing chain over their mouths, or by placing a brick into it.

Vampiro nachzehrer della tradizione germanica ed orientale, una creatura che si diceva divorasse rumorosamente il proprio corpo nella tomba, a cominciare dal sudario. E più il cadavere del vampiro si divorava, più la sua famiglia veniva prosciugata fisicamente delle energie e della salute. Non è improbabile che l'idea che i morti mangino se stessi possa essere sorta da corpi in tombe aperte che erano stati in parte mangiati da creature come topi. La masticazione di questi morti viventi poteva essere fermata posizionando una catena sulla bocca o inserendovi un mattone

Nachzehrer vampire of Germanic and Eastern Europe tradition, a creature which has been said to devour their own bodies, including their funeral shrouds loudly in their graves, and the more of themselves they eat, the more of their family they physically drain. It is not unlikely that the idea of the dead eating themselves might have risen from bodies in open graves who had been partly eaten by scavengers like rats. They can be stopped by placing chain over their mouths, or by placing a brick into it.


Vampiro nachzehrer della tradizione germanica ed orientale, una creatura che si diceva divorasse rumorosamente il proprio corpo nella tomba, a cominciare dal sudario. E più il cadavere del vampiro si divorava, più la sua famiglia veniva prosciugata fisicamente delle energie e della salute. Non è improbabile che l'idea che i morti mangino se stessi possa essere sorta da corpi in tombe aperte che erano stati in parte mangiati da creature come topi. La masticazione di questi morti viventi poteva essere fermata posizionando una catena sulla bocca o inserendovi un mattone

Nachzehrer vampire of Germanic and Eastern Europe tradition, a creature which has been said to devour their own bodies, including their funeral shrouds loudly in their graves, and the more of themselves they eat, the more of their family they physically drain. It is not unlikely that the idea of the dead eating themselves might have risen from bodies in open graves who had been partly eaten by scavengers like rats. They can be stopped by placing chain over their mouths, or by placing a brick into it.


Vampiro nachzehrer della tradizione germanica ed orientale, una creatura che si diceva divorasse rumorosamente il proprio corpo nella tomba, a cominciare dal sudario. E più il cadavere del vampiro si divorava, più la sua famiglia veniva prosciugata fisicamente delle energie e della salute. Non è improbabile che l'idea che i morti mangino se stessi possa essere sorta da corpi in tombe aperte che erano stati in parte mangiati da creature come topi. La masticazione di questi morti viventi poteva essere fermata posizionando una catena sulla bocca o inserendovi un mattone

Nachzehrer vampire of Germanic and Eastern Europe tradition, a creature which has been said to devour their own bodies, including their funeral shrouds loudly in their graves, and the more of themselves they eat, the more of their family they physically drain. It is not unlikely that the idea of the dead eating themselves might have risen from bodies in open graves who had been partly eaten by scavengers like rats. They can be stopped by placing chain over their mouths, or by placing a brick into it.


Vampiro nachzehrer della tradizione germanica ed orientale, una creatura che si diceva divorasse rumorosamente il proprio corpo nella tomba, a cominciare dal sudario. E più il cadavere del vampiro si divorava, più la sua famiglia veniva prosciugata fisicamente delle energie e della salute. Non è improbabile che l'idea che i morti mangino se stessi possa essere sorta da corpi in tombe aperte che erano stati in parte mangiati da creature come topi. La masticazione di questi morti viventi poteva essere fermata posizionando una catena sulla bocca o inserendovi un mattone

Nachzehrer vampire of Germanic and Eastern Europe tradition, a creature which has been said to devour their own bodies, including their funeral shrouds loudly in their graves, and the more of themselves they eat, the more of their family they physically drain. It is not unlikely that the idea of the dead eating themselves might have risen from bodies in open graves who had been partly eaten by scavengers like rats. They can be stopped by placing chain over their mouths, or by placing a brick into it.


Vampiro nachzehrer della tradizione germanica ed orientale, una creatura che si diceva divorasse rumorosamente il proprio corpo nella tomba, a cominciare dal sudario. E più il cadavere del vampiro si divorava, più la sua famiglia veniva prosciugata fisicamente delle energie e della salute. Non è improbabile che l'idea che i morti mangino se stessi possa essere sorta da corpi in tombe aperte che erano stati in parte mangiati da creature come topi. La masticazione di questi morti viventi poteva essere fermata posizionando una catena sulla bocca o inserendovi un mattone

Nachzehrer vampire of Germanic and Eastern Europe tradition, a creature which has been said to devour their own bodies, including their funeral shrouds loudly in their graves, and the more of themselves they eat, the more of their family they physically drain. It is not unlikely that the idea of the dead eating themselves might have risen from bodies in open graves who had been partly eaten by scavengers like rats. They can be stopped by placing chain over their mouths, or by placing a brick into it.


Feto mummificato di guerriero cinocefalo / Mummified fetus of a cynocephalus warrior

Probabile fine sec. XI d.C. - inizio sec. X d.C.
La mummia e gli oggetti metallici furono ritrovati nel 1938 presso Aljezur, Portogallo, in un rudimentale sarcofago nascosto in una grotta naturale, dove il clima secco e ventilato della regione contribuì al processo di disidratazione e mummificazione naturale del piccolo corpo.
Si presume che un gruppo di cinocefali (dal greco antico, letteralmente: testa di cane) comprendente maschi e femmine, abbia cercato rifugio più a sud, per sfuggire alle feroci persecuzioni che subirono nel loro luogo d’origine in Scandinavia, Islanda e isole Ebridi ad opera di antichi britanni e vichinghi. Presso queste popolazioni l’incontro-scontro con i cinocefali (risalente probabilmente già all’età del bronzo) lasciò varie tracce sia nelle storie e nei miti che nelle raffigurazioni contemporanee e successive. Il pezzo da scacchi (torre) è intagliato da una zanna di tricheco con le fattezze di un guerriero cinocefalo. Fa parte di una serie di ritrovamenti avvenuti tra il 1831-32 nelle isole Ebridi, al largo della Scozia, che comprendono anche altri pezzi (regine, re e pedoni) che hanno però fattezze umane. Furono probabilmente intagliati in Norvegia nel corso dell'anno 1000

Probable end of the XI century - beginning of the X century.
The mummy and the metal objects were found in 1938 at Aljezur, Portugal, in a rudimentary sarcophagus hidden in a natural cave, where the dry and windy climate of the region contributed to the process of dehydration and natural mummification of the small body.
It is assumed that a group of cynocephaly (ancient Greek, literally: dog headed) comprising males and females, sought refuge further South, to escape the ferocious persecutions they suffered in their place of origin in Scandinavia, Iceland and the Hebrides Isles by ancient Britons and Vikings. In these populations the meeting-clash with the cynocephali (probably dating back already at the Bronze Age) left various traces both in the stories and in the myths that in contemporary and successive representations. The chess piece (rook) is carved from a walrus tusk with the features of a cynocephalus warrior. It is part of a series of findings made between 1831-32 in the Hebrides isles, off the coast of Scotland, which also include other pieces (queens, kings and pawns) that have human features instead. They were probably carved in Norway during the year 1000

Probabile fine sec. XI d.C. - inizio sec. X d.C.
La mummia e gli oggetti metallici furono ritrovati nel 1938 presso Aljezur, Portogallo, in un rudimentale sarcofago nascosto in una grotta naturale, dove il clima secco e ventilato della regione contribuì al processo di disidratazione e mummificazione naturale del piccolo corpo.
Si presume che un gruppo di cinocefali (dal greco antico, letteralmente: testa di cane) comprendente maschi e femmine, abbia cercato rifugio più a sud, per sfuggire alle feroci persecuzioni che subirono nel loro luogo d’origine in Scandinavia, Islanda e isole Ebridi ad opera di antichi britanni e vichinghi. Presso queste popolazioni l’incontro-scontro con i cinocefali (risalente probabilmente già all’età del bronzo) lasciò varie tracce sia nelle storie e nei miti che nelle raffigurazioni contemporanee e successive. Il pezzo da scacchi (torre) è intagliato da una zanna di tricheco con le fattezze di un guerriero cinocefalo. Fa parte di una serie di ritrovamenti avvenuti tra il 1831-32 nelle isole Ebridi, al largo della Scozia, che comprendono anche altri pezzi (regine, re e pedoni) che hanno però fattezze umane. Furono probabilmente intagliati in Norvegia nel corso dell'anno 1000

Probable end of the XI century - beginning of the X century.
The mummy and the metal objects were found in 1938 at Aljezur, Portugal, in a rudimentary sarcophagus hidden in a natural cave, where the dry and windy climate of the region contributed to the process of dehydration and natural mummification of the small body.
It is assumed that a group of cynocephaly (ancient Greek, literally: dog headed) comprising males and females, sought refuge further South, to escape the ferocious persecutions they suffered in their place of origin in Scandinavia, Iceland and the Hebrides Isles by ancient Britons and Vikings. In these populations the meeting-clash with the cynocephali (probably dating back already at the Bronze Age) left various traces both in the stories and in the myths that in contemporary and successive representations. The chess piece (rook) is carved from a walrus tusk with the features of a cynocephalus warrior. It is part of a series of findings made between 1831-32 in the Hebrides isles, off the coast of Scotland, which also include other pieces (queens, kings and pawns) that have human features instead. They were probably carved in Norway during the year 1000


Probabile fine sec. XI d.C. - inizio sec. X d.C.
La mummia e gli oggetti metallici furono ritrovati nel 1938 presso Aljezur, Portogallo, in un rudimentale sarcofago nascosto in una grotta naturale, dove il clima secco e ventilato della regione contribuì al processo di disidratazione e mummificazione naturale del piccolo corpo.
Si presume che un gruppo di cinocefali (dal greco antico, letteralmente: testa di cane) comprendente maschi e femmine, abbia cercato rifugio più a sud, per sfuggire alle feroci persecuzioni che subirono nel loro luogo d’origine in Scandinavia, Islanda e isole Ebridi ad opera di antichi britanni e vichinghi. Presso queste popolazioni l’incontro-scontro con i cinocefali (risalente probabilmente già all’età del bronzo) lasciò varie tracce sia nelle storie e nei miti che nelle raffigurazioni contemporanee e successive. Il pezzo da scacchi (torre) è intagliato da una zanna di tricheco con le fattezze di un guerriero cinocefalo. Fa parte di una serie di ritrovamenti avvenuti tra il 1831-32 nelle isole Ebridi, al largo della Scozia, che comprendono anche altri pezzi (regine, re e pedoni) che hanno però fattezze umane. Furono probabilmente intagliati in Norvegia nel corso dell'anno 1000

Probable end of the XI century - beginning of the X century.
The mummy and the metal objects were found in 1938 at Aljezur, Portugal, in a rudimentary sarcophagus hidden in a natural cave, where the dry and windy climate of the region contributed to the process of dehydration and natural mummification of the small body.
It is assumed that a group of cynocephaly (ancient Greek, literally: dog headed) comprising males and females, sought refuge further South, to escape the ferocious persecutions they suffered in their place of origin in Scandinavia, Iceland and the Hebrides Isles by ancient Britons and Vikings. In these populations the meeting-clash with the cynocephali (probably dating back already at the Bronze Age) left various traces both in the stories and in the myths that in contemporary and successive representations. The chess piece (rook) is carved from a walrus tusk with the features of a cynocephalus warrior. It is part of a series of findings made between 1831-32 in the Hebrides isles, off the coast of Scotland, which also include other pieces (queens, kings and pawns) that have human features instead. They were probably carved in Norway during the year 1000


Probabile fine sec. XI d.C. - inizio sec. X d.C.
La mummia e gli oggetti metallici furono ritrovati nel 1938 presso Aljezur, Portogallo, in un rudimentale sarcofago nascosto in una grotta naturale, dove il clima secco e ventilato della regione contribuì al processo di disidratazione e mummificazione naturale del piccolo corpo.
Si presume che un gruppo di cinocefali (dal greco antico, letteralmente: testa di cane) comprendente maschi e femmine, abbia cercato rifugio più a sud, per sfuggire alle feroci persecuzioni che subirono nel loro luogo d’origine in Scandinavia, Islanda e isole Ebridi ad opera di antichi britanni e vichinghi. Presso queste popolazioni l’incontro-scontro con i cinocefali (risalente probabilmente già all’età del bronzo) lasciò varie tracce sia nelle storie e nei miti che nelle raffigurazioni contemporanee e successive. Il pezzo da scacchi (torre) è intagliato da una zanna di tricheco con le fattezze di un guerriero cinocefalo. Fa parte di una serie di ritrovamenti avvenuti tra il 1831-32 nelle isole Ebridi, al largo della Scozia, che comprendono anche altri pezzi (regine, re e pedoni) che hanno però fattezze umane. Furono probabilmente intagliati in Norvegia nel corso dell'anno 1000

Probable end of the XI century - beginning of the X century.
The mummy and the metal objects were found in 1938 at Aljezur, Portugal, in a rudimentary sarcophagus hidden in a natural cave, where the dry and windy climate of the region contributed to the process of dehydration and natural mummification of the small body.
It is assumed that a group of cynocephaly (ancient Greek, literally: dog headed) comprising males and females, sought refuge further South, to escape the ferocious persecutions they suffered in their place of origin in Scandinavia, Iceland and the Hebrides Isles by ancient Britons and Vikings. In these populations the meeting-clash with the cynocephali (probably dating back already at the Bronze Age) left various traces both in the stories and in the myths that in contemporary and successive representations. The chess piece (rook) is carved from a walrus tusk with the features of a cynocephalus warrior. It is part of a series of findings made between 1831-32 in the Hebrides isles, off the coast of Scotland, which also include other pieces (queens, kings and pawns) that have human features instead. They were probably carved in Norway during the year 1000


Probabile fine sec. XI d.C. - inizio sec. X d.C.
La mummia e gli oggetti metallici furono ritrovati nel 1938 presso Aljezur, Portogallo, in un rudimentale sarcofago nascosto in una grotta naturale, dove il clima secco e ventilato della regione contribuì al processo di disidratazione e mummificazione naturale del piccolo corpo.
Si presume che un gruppo di cinocefali (dal greco antico, letteralmente: testa di cane) comprendente maschi e femmine, abbia cercato rifugio più a sud, per sfuggire alle feroci persecuzioni che subirono nel loro luogo d’origine in Scandinavia, Islanda e isole Ebridi ad opera di antichi britanni e vichinghi. Presso queste popolazioni l’incontro-scontro con i cinocefali (risalente probabilmente già all’età del bronzo) lasciò varie tracce sia nelle storie e nei miti che nelle raffigurazioni contemporanee e successive. Il pezzo da scacchi (torre) è intagliato da una zanna di tricheco con le fattezze di un guerriero cinocefalo. Fa parte di una serie di ritrovamenti avvenuti tra il 1831-32 nelle isole Ebridi, al largo della Scozia, che comprendono anche altri pezzi (regine, re e pedoni) che hanno però fattezze umane. Furono probabilmente intagliati in Norvegia nel corso dell'anno 1000

Probable end of the XI century - beginning of the X century.
The mummy and the metal objects were found in 1938 at Aljezur, Portugal, in a rudimentary sarcophagus hidden in a natural cave, where the dry and windy climate of the region contributed to the process of dehydration and natural mummification of the small body.
It is assumed that a group of cynocephaly (ancient Greek, literally: dog headed) comprising males and females, sought refuge further South, to escape the ferocious persecutions they suffered in their place of origin in Scandinavia, Iceland and the Hebrides Isles by ancient Britons and Vikings. In these populations the meeting-clash with the cynocephali (probably dating back already at the Bronze Age) left various traces both in the stories and in the myths that in contemporary and successive representations. The chess piece (rook) is carved from a walrus tusk with the features of a cynocephalus warrior. It is part of a series of findings made between 1831-32 in the Hebrides isles, off the coast of Scotland, which also include other pieces (queens, kings and pawns) that have human features instead. They were probably carved in Norway during the year 1000


Probabile fine sec. XI d.C. - inizio sec. X d.C.
La mummia e gli oggetti metallici furono ritrovati nel 1938 presso Aljezur, Portogallo, in un rudimentale sarcofago nascosto in una grotta naturale, dove il clima secco e ventilato della regione contribuì al processo di disidratazione e mummificazione naturale del piccolo corpo.
Si presume che un gruppo di cinocefali (dal greco antico, letteralmente: testa di cane) comprendente maschi e femmine, abbia cercato rifugio più a sud, per sfuggire alle feroci persecuzioni che subirono nel loro luogo d’origine in Scandinavia, Islanda e isole Ebridi ad opera di antichi britanni e vichinghi. Presso queste popolazioni l’incontro-scontro con i cinocefali (risalente probabilmente già all’età del bronzo) lasciò varie tracce sia nelle storie e nei miti che nelle raffigurazioni contemporanee e successive. Il pezzo da scacchi (torre) è intagliato da una zanna di tricheco con le fattezze di un guerriero cinocefalo. Fa parte di una serie di ritrovamenti avvenuti tra il 1831-32 nelle isole Ebridi, al largo della Scozia, che comprendono anche altri pezzi (regine, re e pedoni) che hanno però fattezze umane. Furono probabilmente intagliati in Norvegia nel corso dell'anno 1000

Probable end of the XI century - beginning of the X century.
The mummy and the metal objects were found in 1938 at Aljezur, Portugal, in a rudimentary sarcophagus hidden in a natural cave, where the dry and windy climate of the region contributed to the process of dehydration and natural mummification of the small body.
It is assumed that a group of cynocephaly (ancient Greek, literally: dog headed) comprising males and females, sought refuge further South, to escape the ferocious persecutions they suffered in their place of origin in Scandinavia, Iceland and the Hebrides Isles by ancient Britons and Vikings. In these populations the meeting-clash with the cynocephali (probably dating back already at the Bronze Age) left various traces both in the stories and in the myths that in contemporary and successive representations. The chess piece (rook) is carved from a walrus tusk with the features of a cynocephalus warrior. It is part of a series of findings made between 1831-32 in the Hebrides isles, off the coast of Scotland, which also include other pieces (queens, kings and pawns) that have human features instead. They were probably carved in Norway during the year 1000


Probabile fine sec. XI d.C. - inizio sec. X d.C.
La mummia e gli oggetti metallici furono ritrovati nel 1938 presso Aljezur, Portogallo, in un rudimentale sarcofago nascosto in una grotta naturale, dove il clima secco e ventilato della regione contribuì al processo di disidratazione e mummificazione naturale del piccolo corpo.
Si presume che un gruppo di cinocefali (dal greco antico, letteralmente: testa di cane) comprendente maschi e femmine, abbia cercato rifugio più a sud, per sfuggire alle feroci persecuzioni che subirono nel loro luogo d’origine in Scandinavia, Islanda e isole Ebridi ad opera di antichi britanni e vichinghi. Presso queste popolazioni l’incontro-scontro con i cinocefali (risalente probabilmente già all’età del bronzo) lasciò varie tracce sia nelle storie e nei miti che nelle raffigurazioni contemporanee e successive. Il pezzo da scacchi (torre) è intagliato da una zanna di tricheco con le fattezze di un guerriero cinocefalo. Fa parte di una serie di ritrovamenti avvenuti tra il 1831-32 nelle isole Ebridi, al largo della Scozia, che comprendono anche altri pezzi (regine, re e pedoni) che hanno però fattezze umane. Furono probabilmente intagliati in Norvegia nel corso dell'anno 1000

Probable end of the XI century - beginning of the X century.
The mummy and the metal objects were found in 1938 at Aljezur, Portugal, in a rudimentary sarcophagus hidden in a natural cave, where the dry and windy climate of the region contributed to the process of dehydration and natural mummification of the small body.
It is assumed that a group of cynocephaly (ancient Greek, literally: dog headed) comprising males and females, sought refuge further South, to escape the ferocious persecutions they suffered in their place of origin in Scandinavia, Iceland and the Hebrides Isles by ancient Britons and Vikings. In these populations the meeting-clash with the cynocephali (probably dating back already at the Bronze Age) left various traces both in the stories and in the myths that in contemporary and successive representations. The chess piece (rook) is carved from a walrus tusk with the features of a cynocephalus warrior. It is part of a series of findings made between 1831-32 in the Hebrides isles, off the coast of Scotland, which also include other pieces (queens, kings and pawns) that have human features instead. They were probably carved in Norway during the year 1000


Probabile fine sec. XI d.C. - inizio sec. X d.C.
La mummia e gli oggetti metallici furono ritrovati nel 1938 presso Aljezur, Portogallo, in un rudimentale sarcofago nascosto in una grotta naturale, dove il clima secco e ventilato della regione contribuì al processo di disidratazione e mummificazione naturale del piccolo corpo.
Si presume che un gruppo di cinocefali (dal greco antico, letteralmente: testa di cane) comprendente maschi e femmine, abbia cercato rifugio più a sud, per sfuggire alle feroci persecuzioni che subirono nel loro luogo d’origine in Scandinavia, Islanda e isole Ebridi ad opera di antichi britanni e vichinghi. Presso queste popolazioni l’incontro-scontro con i cinocefali (risalente probabilmente già all’età del bronzo) lasciò varie tracce sia nelle storie e nei miti che nelle raffigurazioni contemporanee e successive. Il pezzo da scacchi (torre) è intagliato da una zanna di tricheco con le fattezze di un guerriero cinocefalo. Fa parte di una serie di ritrovamenti avvenuti tra il 1831-32 nelle isole Ebridi, al largo della Scozia, che comprendono anche altri pezzi (regine, re e pedoni) che hanno però fattezze umane. Furono probabilmente intagliati in Norvegia nel corso dell'anno 1000

Probable end of the XI century - beginning of the X century.
The mummy and the metal objects were found in 1938 at Aljezur, Portugal, in a rudimentary sarcophagus hidden in a natural cave, where the dry and windy climate of the region contributed to the process of dehydration and natural mummification of the small body.
It is assumed that a group of cynocephaly (ancient Greek, literally: dog headed) comprising males and females, sought refuge further South, to escape the ferocious persecutions they suffered in their place of origin in Scandinavia, Iceland and the Hebrides Isles by ancient Britons and Vikings. In these populations the meeting-clash with the cynocephali (probably dating back already at the Bronze Age) left various traces both in the stories and in the myths that in contemporary and successive representations. The chess piece (rook) is carved from a walrus tusk with the features of a cynocephalus warrior. It is part of a series of findings made between 1831-32 in the Hebrides isles, off the coast of Scotland, which also include other pieces (queens, kings and pawns) that have human features instead. They were probably carved in Norway during the year 1000


Probabile fine sec. XI d.C. - inizio sec. X d.C.
La mummia e gli oggetti metallici furono ritrovati nel 1938 presso Aljezur, Portogallo, in un rudimentale sarcofago nascosto in una grotta naturale, dove il clima secco e ventilato della regione contribuì al processo di disidratazione e mummificazione naturale del piccolo corpo.
Si presume che un gruppo di cinocefali (dal greco antico, letteralmente: testa di cane) comprendente maschi e femmine, abbia cercato rifugio più a sud, per sfuggire alle feroci persecuzioni che subirono nel loro luogo d’origine in Scandinavia, Islanda e isole Ebridi ad opera di antichi britanni e vichinghi. Presso queste popolazioni l’incontro-scontro con i cinocefali (risalente probabilmente già all’età del bronzo) lasciò varie tracce sia nelle storie e nei miti che nelle raffigurazioni contemporanee e successive. Il pezzo da scacchi (torre) è intagliato da una zanna di tricheco con le fattezze di un guerriero cinocefalo. Fa parte di una serie di ritrovamenti avvenuti tra il 1831-32 nelle isole Ebridi, al largo della Scozia, che comprendono anche altri pezzi (regine, re e pedoni) che hanno però fattezze umane. Furono probabilmente intagliati in Norvegia nel corso dell'anno 1000

Probable end of the XI century - beginning of the X century.
The mummy and the metal objects were found in 1938 at Aljezur, Portugal, in a rudimentary sarcophagus hidden in a natural cave, where the dry and windy climate of the region contributed to the process of dehydration and natural mummification of the small body.
It is assumed that a group of cynocephaly (ancient Greek, literally: dog headed) comprising males and females, sought refuge further South, to escape the ferocious persecutions they suffered in their place of origin in Scandinavia, Iceland and the Hebrides Isles by ancient Britons and Vikings. In these populations the meeting-clash with the cynocephali (probably dating back already at the Bronze Age) left various traces both in the stories and in the myths that in contemporary and successive representations. The chess piece (rook) is carved from a walrus tusk with the features of a cynocephalus warrior. It is part of a series of findings made between 1831-32 in the Hebrides isles, off the coast of Scotland, which also include other pieces (queens, kings and pawns) that have human features instead. They were probably carved in Norway during the year 1000


Probabile fine sec. XI d.C. - inizio sec. X d.C.
La mummia e gli oggetti metallici furono ritrovati nel 1938 presso Aljezur, Portogallo, in un rudimentale sarcofago nascosto in una grotta naturale, dove il clima secco e ventilato della regione contribuì al processo di disidratazione e mummificazione naturale del piccolo corpo.
Si presume che un gruppo di cinocefali (dal greco antico, letteralmente: testa di cane) comprendente maschi e femmine, abbia cercato rifugio più a sud, per sfuggire alle feroci persecuzioni che subirono nel loro luogo d’origine in Scandinavia, Islanda e isole Ebridi ad opera di antichi britanni e vichinghi. Presso queste popolazioni l’incontro-scontro con i cinocefali (risalente probabilmente già all’età del bronzo) lasciò varie tracce sia nelle storie e nei miti che nelle raffigurazioni contemporanee e successive. Il pezzo da scacchi (torre) è intagliato da una zanna di tricheco con le fattezze di un guerriero cinocefalo. Fa parte di una serie di ritrovamenti avvenuti tra il 1831-32 nelle isole Ebridi, al largo della Scozia, che comprendono anche altri pezzi (regine, re e pedoni) che hanno però fattezze umane. Furono probabilmente intagliati in Norvegia nel corso dell'anno 1000

Probable end of the XI century - beginning of the X century.
The mummy and the metal objects were found in 1938 at Aljezur, Portugal, in a rudimentary sarcophagus hidden in a natural cave, where the dry and windy climate of the region contributed to the process of dehydration and natural mummification of the small body.
It is assumed that a group of cynocephaly (ancient Greek, literally: dog headed) comprising males and females, sought refuge further South, to escape the ferocious persecutions they suffered in their place of origin in Scandinavia, Iceland and the Hebrides Isles by ancient Britons and Vikings. In these populations the meeting-clash with the cynocephali (probably dating back already at the Bronze Age) left various traces both in the stories and in the myths that in contemporary and successive representations. The chess piece (rook) is carved from a walrus tusk with the features of a cynocephalus warrior. It is part of a series of findings made between 1831-32 in the Hebrides isles, off the coast of Scotland, which also include other pieces (queens, kings and pawns) that have human features instead. They were probably carved in Norway during the year 1000


Probabile fine sec. XI d.C. - inizio sec. X d.C.
La mummia e gli oggetti metallici furono ritrovati nel 1938 presso Aljezur, Portogallo, in un rudimentale sarcofago nascosto in una grotta naturale, dove il clima secco e ventilato della regione contribuì al processo di disidratazione e mummificazione naturale del piccolo corpo.
Si presume che un gruppo di cinocefali (dal greco antico, letteralmente: testa di cane) comprendente maschi e femmine, abbia cercato rifugio più a sud, per sfuggire alle feroci persecuzioni che subirono nel loro luogo d’origine in Scandinavia, Islanda e isole Ebridi ad opera di antichi britanni e vichinghi. Presso queste popolazioni l’incontro-scontro con i cinocefali (risalente probabilmente già all’età del bronzo) lasciò varie tracce sia nelle storie e nei miti che nelle raffigurazioni contemporanee e successive. Il pezzo da scacchi (torre) è intagliato da una zanna di tricheco con le fattezze di un guerriero cinocefalo. Fa parte di una serie di ritrovamenti avvenuti tra il 1831-32 nelle isole Ebridi, al largo della Scozia, che comprendono anche altri pezzi (regine, re e pedoni) che hanno però fattezze umane. Furono probabilmente intagliati in Norvegia nel corso dell'anno 1000

Probable end of the XI century - beginning of the X century.
The mummy and the metal objects were found in 1938 at Aljezur, Portugal, in a rudimentary sarcophagus hidden in a natural cave, where the dry and windy climate of the region contributed to the process of dehydration and natural mummification of the small body.
It is assumed that a group of cynocephaly (ancient Greek, literally: dog headed) comprising males and females, sought refuge further South, to escape the ferocious persecutions they suffered in their place of origin in Scandinavia, Iceland and the Hebrides Isles by ancient Britons and Vikings. In these populations the meeting-clash with the cynocephali (probably dating back already at the Bronze Age) left various traces both in the stories and in the myths that in contemporary and successive representations. The chess piece (rook) is carved from a walrus tusk with the features of a cynocephalus warrior. It is part of a series of findings made between 1831-32 in the Hebrides isles, off the coast of Scotland, which also include other pieces (queens, kings and pawns) that have human features instead. They were probably carved in Norway during the year 1000


Mano di brigante affetto da licantropia / Hand of an Italia brigand with lycanthropia

La leggenda della licantropia è profondamente radicata nell'Italia meridionale, con forti influenze delle culture greca, albanese e del vicino Oriente. Qui è presentato un esemplare raro della guerra contro i briganti nella penisola meridionale italiana, ribelli al neonato Regno d'Italia (1861). È la mano conservata tramite iniezione tranchiniana di un brigante colpito dalla licantropia, ucciso sulle montagne della Sila (Calabria) da una pattuglia dell'esercito reale italiano

Legend of lycanthropy is deeply rooted in Southern Italy, with strong influences from the Greek, Albanian and Near Orient cultures. Here I present a rare specimen from the war in the Southern Italian Peninsula against the brigands, rebels to the newborn unified Italian Kingdom (1861). It is the injection-preserved hand of a brigand affected by lycanthropy gunned down on the Sila mountains (Calabria) by a Royal Italian Army patrol

La leggenda della licantropia è profondamente radicata nell'Italia meridionale, con forti influenze delle culture greca, albanese e del vicino Oriente. Qui è presentato un esemplare raro della guerra contro i briganti nella penisola meridionale italiana, ribelli al neonato Regno d'Italia (1861). È la mano conservata tramite iniezione tranchiniana di un brigante colpito dalla licantropia, ucciso sulle montagne della Sila (Calabria) da una pattuglia dell'esercito reale italiano

Legend of lycanthropy is deeply rooted in Southern Italy, with strong influences from the Greek, Albanian and Near Orient cultures. Here I present a rare specimen from the war in the Southern Italian Peninsula against the brigands, rebels to the newborn unified Italian Kingdom (1861). It is the injection-preserved hand of a brigand affected by lycanthropy gunned down on the Sila mountains (Calabria) by a Royal Italian Army patrol


La leggenda della licantropia è profondamente radicata nell'Italia meridionale, con forti influenze delle culture greca, albanese e del vicino Oriente. Qui è presentato un esemplare raro della guerra contro i briganti nella penisola meridionale italiana, ribelli al neonato Regno d'Italia (1861). È la mano conservata tramite iniezione tranchiniana di un brigante colpito dalla licantropia, ucciso sulle montagne della Sila (Calabria) da una pattuglia dell'esercito reale italiano

Legend of lycanthropy is deeply rooted in Southern Italy, with strong influences from the Greek, Albanian and Near Orient cultures. Here I present a rare specimen from the war in the Southern Italian Peninsula against the brigands, rebels to the newborn unified Italian Kingdom (1861). It is the injection-preserved hand of a brigand affected by lycanthropy gunned down on the Sila mountains (Calabria) by a Royal Italian Army patrol


La leggenda della licantropia è profondamente radicata nell'Italia meridionale, con forti influenze delle culture greca, albanese e del vicino Oriente. Qui è presentato un esemplare raro della guerra contro i briganti nella penisola meridionale italiana, ribelli al neonato Regno d'Italia (1861). È la mano conservata tramite iniezione tranchiniana di un brigante colpito dalla licantropia, ucciso sulle montagne della Sila (Calabria) da una pattuglia dell'esercito reale italiano

Legend of lycanthropy is deeply rooted in Southern Italy, with strong influences from the Greek, Albanian and Near Orient cultures. Here I present a rare specimen from the war in the Southern Italian Peninsula against the brigands, rebels to the newborn unified Italian Kingdom (1861). It is the injection-preserved hand of a brigand affected by lycanthropy gunned down on the Sila mountains (Calabria) by a Royal Italian Army patrol


La leggenda della licantropia è profondamente radicata nell'Italia meridionale, con forti influenze delle culture greca, albanese e del vicino Oriente. Qui è presentato un esemplare raro della guerra contro i briganti nella penisola meridionale italiana, ribelli al neonato Regno d'Italia (1861). È la mano conservata tramite iniezione tranchiniana di un brigante colpito dalla licantropia, ucciso sulle montagne della Sila (Calabria) da una pattuglia dell'esercito reale italiano

Legend of lycanthropy is deeply rooted in Southern Italy, with strong influences from the Greek, Albanian and Near Orient cultures. Here I present a rare specimen from the war in the Southern Italian Peninsula against the brigands, rebels to the newborn unified Italian Kingdom (1861). It is the injection-preserved hand of a brigand affected by lycanthropy gunned down on the Sila mountains (Calabria) by a Royal Italian Army patrol


La leggenda della licantropia è profondamente radicata nell'Italia meridionale, con forti influenze delle culture greca, albanese e del vicino Oriente. Qui è presentato un esemplare raro della guerra contro i briganti nella penisola meridionale italiana, ribelli al neonato Regno d'Italia (1861). È la mano conservata tramite iniezione tranchiniana di un brigante colpito dalla licantropia, ucciso sulle montagne della Sila (Calabria) da una pattuglia dell'esercito reale italiano

Legend of lycanthropy is deeply rooted in Southern Italy, with strong influences from the Greek, Albanian and Near Orient cultures. Here I present a rare specimen from the war in the Southern Italian Peninsula against the brigands, rebels to the newborn unified Italian Kingdom (1861). It is the injection-preserved hand of a brigand affected by lycanthropy gunned down on the Sila mountains (Calabria) by a Royal Italian Army patrol


Mano di gloria / Hand of Glory

Le antiche convinzioni europee attribuiscono grandi poteri a una mano di gloria combinata con una candela ricavata dal grasso del cadavere dello stesso malfattore che morì sul patibolo. La candela così fatta, illuminata e posta (come in una candelabro) nella "mano della gloria", avrebbe reso immote tutte le persone a cui era stata presentata. Il processo per preparare la mano e la candela sono descritti nei documenti del XVIII secolo, con alcuni passaggi contestati a causa della difficoltà di tradurre correttamente le frasi di quell'epoca. Il concept ha ispirato racconti e poesie nel XIX secolo.

Old European beliefs attribute great powers to a Hand of Glory combined with a candle made from fat from the corpse of the same malefactor who died on the gallows. The candle so made, lighted, and placed (as if in a candlestick) in the Hand of Glory, would have rendered motionless all persons to whom it was presented. The process for preparing the hand and the candle are described in 18th century documents, with certain steps disputed due to difficulty in properly translating phrases from that era. The concept inspired short stories and poems in the 19th century.

Le antiche convinzioni europee attribuiscono grandi poteri a una mano di gloria combinata con una candela ricavata dal grasso del cadavere dello stesso malfattore che morì sul patibolo. La candela così fatta, illuminata e posta (come in una candelabro) nella "mano della gloria", avrebbe reso immote tutte le persone a cui era stata presentata. Il processo per preparare la mano e la candela sono descritti nei documenti del XVIII secolo, con alcuni passaggi contestati a causa della difficoltà di tradurre correttamente le frasi di quell'epoca. Il concept ha ispirato racconti e poesie nel XIX secolo.

Old European beliefs attribute great powers to a Hand of Glory combined with a candle made from fat from the corpse of the same malefactor who died on the gallows. The candle so made, lighted, and placed (as if in a candlestick) in the Hand of Glory, would have rendered motionless all persons to whom it was presented. The process for preparing the hand and the candle are described in 18th century documents, with certain steps disputed due to difficulty in properly translating phrases from that era. The concept inspired short stories and poems in the 19th century.


Le antiche convinzioni europee attribuiscono grandi poteri a una mano di gloria combinata con una candela ricavata dal grasso del cadavere dello stesso malfattore che morì sul patibolo. La candela così fatta, illuminata e posta (come in una candelabro) nella "mano della gloria", avrebbe reso immote tutte le persone a cui era stata presentata. Il processo per preparare la mano e la candela sono descritti nei documenti del XVIII secolo, con alcuni passaggi contestati a causa della difficoltà di tradurre correttamente le frasi di quell'epoca. Il concept ha ispirato racconti e poesie nel XIX secolo.

Old European beliefs attribute great powers to a Hand of Glory combined with a candle made from fat from the corpse of the same malefactor who died on the gallows. The candle so made, lighted, and placed (as if in a candlestick) in the Hand of Glory, would have rendered motionless all persons to whom it was presented. The process for preparing the hand and the candle are described in 18th century documents, with certain steps disputed due to difficulty in properly translating phrases from that era. The concept inspired short stories and poems in the 19th century.


Le antiche convinzioni europee attribuiscono grandi poteri a una mano di gloria combinata con una candela ricavata dal grasso del cadavere dello stesso malfattore che morì sul patibolo. La candela così fatta, illuminata e posta (come in una candelabro) nella "mano della gloria", avrebbe reso immote tutte le persone a cui era stata presentata. Il processo per preparare la mano e la candela sono descritti nei documenti del XVIII secolo, con alcuni passaggi contestati a causa della difficoltà di tradurre correttamente le frasi di quell'epoca. Il concept ha ispirato racconti e poesie nel XIX secolo.

Old European beliefs attribute great powers to a Hand of Glory combined with a candle made from fat from the corpse of the same malefactor who died on the gallows. The candle so made, lighted, and placed (as if in a candlestick) in the Hand of Glory, would have rendered motionless all persons to whom it was presented. The process for preparing the hand and the candle are described in 18th century documents, with certain steps disputed due to difficulty in properly translating phrases from that era. The concept inspired short stories and poems in the 19th century.


Le antiche convinzioni europee attribuiscono grandi poteri a una mano di gloria combinata con una candela ricavata dal grasso del cadavere dello stesso malfattore che morì sul patibolo. La candela così fatta, illuminata e posta (come in una candelabro) nella "mano della gloria", avrebbe reso immote tutte le persone a cui era stata presentata. Il processo per preparare la mano e la candela sono descritti nei documenti del XVIII secolo, con alcuni passaggi contestati a causa della difficoltà di tradurre correttamente le frasi di quell'epoca. Il concept ha ispirato racconti e poesie nel XIX secolo.

Old European beliefs attribute great powers to a Hand of Glory combined with a candle made from fat from the corpse of the same malefactor who died on the gallows. The candle so made, lighted, and placed (as if in a candlestick) in the Hand of Glory, would have rendered motionless all persons to whom it was presented. The process for preparing the hand and the candle are described in 18th century documents, with certain steps disputed due to difficulty in properly translating phrases from that era. The concept inspired short stories and poems in the 19th century.


Legamento d'amore / Love tied spell

Testimoni di fattura, legamento d'amore (magia rossa). Napoli XVIII secolo

Proof of love tied spell (red magic), Naples XVIII century.

Testimoni di fattura, legamento d'amore (magia rossa). Napoli XVIII secolo

Proof of love tied spell (red magic), Naples XVIII century.


Testimoni di fattura, legamento d'amore (magia rossa). Napoli XVIII secolo

Proof of love tied spell (red magic), Naples XVIII century.


Homunculus alchemico / Alchemical Homunculus

L'homunculus, o omuncolo, è una leggendaria forma di vita creata attraverso l'alchimia.
Secondo il celebre medico e alchimista Philippus Theophrastus Von Hohenheim, detto Paracelso, per creare un Homunculus bisogna sigillare ermeticamente il seme umano in una provetta di vetro e magnetizzarlo, quindi lasciarlo imputridire tra il letame di cavallo per quaranta giorni finché non diventa visibilmente vivo e mobile; a questo punto si inizia a nutrire la creatura appena nata con "l'arcano del sangue umano" continuando a mantenerla tra i calori e i fumi dello sterco di cavallo. Paracelso affermò di non aver mai eseguito il procedimento perché sarebbe stata una sfida al potere di Dio. Riteneva però che diversi alchimisti lo avessero fatto (i nani, infatti, altro non sarebbero che i discendenti di qualche homunculus)

A homunculus is a representation of a small human being. Popularized in sixteenth-century alchemy and nineteenth-century fiction, it has historically referred to the creation of a miniature, fully formed human. The concept has roots in preformationism as well as earlier folklore and alchemic traditions. The homunculus first appears by name in alchemical writings attributed to Paracelsus (1493–1541). De natura rerum (1537) outlines his method for creating homunculi:
That the sperm of a man be putrefied by itself in a sealed cucurbit for forty days with the highest degree of putrefaction in a horse’s womb, or at least so long that it comes to life and moves itself, and stirs, which is easily observed. After this time, it will look somewhat like a man, but transparent, without a body. If, after this, it be fed wisely with the Arcanum of human blood, and be nourished for up to forty weeks, and be kept in the even heat of the horse’s womb, a living human child grows therefrom, with all its members like another child, which is born of a woman, but much smaller.

L'homunculus, o omuncolo, è una leggendaria forma di vita creata attraverso l'alchimia.
Secondo il celebre medico e alchimista Philippus Theophrastus Von Hohenheim, detto Paracelso, per creare un Homunculus bisogna sigillare ermeticamente il seme umano in una provetta di vetro e magnetizzarlo, quindi lasciarlo imputridire tra il letame di cavallo per quaranta giorni finché non diventa visibilmente vivo e mobile; a questo punto si inizia a nutrire la creatura appena nata con "l'arcano del sangue umano" continuando a mantenerla tra i calori e i fumi dello sterco di cavallo. Paracelso affermò di non aver mai eseguito il procedimento perché sarebbe stata una sfida al potere di Dio. Riteneva però che diversi alchimisti lo avessero fatto (i nani, infatti, altro non sarebbero che i discendenti di qualche homunculus)

A homunculus is a representation of a small human being. Popularized in sixteenth-century alchemy and nineteenth-century fiction, it has historically referred to the creation of a miniature, fully formed human. The concept has roots in preformationism as well as earlier folklore and alchemic traditions. The homunculus first appears by name in alchemical writings attributed to Paracelsus (1493–1541). De natura rerum (1537) outlines his method for creating homunculi:
That the sperm of a man be putrefied by itself in a sealed cucurbit for forty days with the highest degree of putrefaction in a horse’s womb, or at least so long that it comes to life and moves itself, and stirs, which is easily observed. After this time, it will look somewhat like a man, but transparent, without a body. If, after this, it be fed wisely with the Arcanum of human blood, and be nourished for up to forty weeks, and be kept in the even heat of the horse’s womb, a living human child grows therefrom, with all its members like another child, which is born of a woman, but much smaller.


L'homunculus, o omuncolo, è una leggendaria forma di vita creata attraverso l'alchimia.
Secondo il celebre medico e alchimista Philippus Theophrastus Von Hohenheim, detto Paracelso, per creare un Homunculus bisogna sigillare ermeticamente il seme umano in una provetta di vetro e magnetizzarlo, quindi lasciarlo imputridire tra il letame di cavallo per quaranta giorni finché non diventa visibilmente vivo e mobile; a questo punto si inizia a nutrire la creatura appena nata con "l'arcano del sangue umano" continuando a mantenerla tra i calori e i fumi dello sterco di cavallo. Paracelso affermò di non aver mai eseguito il procedimento perché sarebbe stata una sfida al potere di Dio. Riteneva però che diversi alchimisti lo avessero fatto (i nani, infatti, altro non sarebbero che i discendenti di qualche homunculus)

A homunculus is a representation of a small human being. Popularized in sixteenth-century alchemy and nineteenth-century fiction, it has historically referred to the creation of a miniature, fully formed human. The concept has roots in preformationism as well as earlier folklore and alchemic traditions. The homunculus first appears by name in alchemical writings attributed to Paracelsus (1493–1541). De natura rerum (1537) outlines his method for creating homunculi:
That the sperm of a man be putrefied by itself in a sealed cucurbit for forty days with the highest degree of putrefaction in a horse’s womb, or at least so long that it comes to life and moves itself, and stirs, which is easily observed. After this time, it will look somewhat like a man, but transparent, without a body. If, after this, it be fed wisely with the Arcanum of human blood, and be nourished for up to forty weeks, and be kept in the even heat of the horse’s womb, a living human child grows therefrom, with all its members like another child, which is born of a woman, but much smaller.


L'homunculus, o omuncolo, è una leggendaria forma di vita creata attraverso l'alchimia.
Secondo il celebre medico e alchimista Philippus Theophrastus Von Hohenheim, detto Paracelso, per creare un Homunculus bisogna sigillare ermeticamente il seme umano in una provetta di vetro e magnetizzarlo, quindi lasciarlo imputridire tra il letame di cavallo per quaranta giorni finché non diventa visibilmente vivo e mobile; a questo punto si inizia a nutrire la creatura appena nata con "l'arcano del sangue umano" continuando a mantenerla tra i calori e i fumi dello sterco di cavallo. Paracelso affermò di non aver mai eseguito il procedimento perché sarebbe stata una sfida al potere di Dio. Riteneva però che diversi alchimisti lo avessero fatto (i nani, infatti, altro non sarebbero che i discendenti di qualche homunculus)

A homunculus is a representation of a small human being. Popularized in sixteenth-century alchemy and nineteenth-century fiction, it has historically referred to the creation of a miniature, fully formed human. The concept has roots in preformationism as well as earlier folklore and alchemic traditions. The homunculus first appears by name in alchemical writings attributed to Paracelsus (1493–1541). De natura rerum (1537) outlines his method for creating homunculi:
That the sperm of a man be putrefied by itself in a sealed cucurbit for forty days with the highest degree of putrefaction in a horse’s womb, or at least so long that it comes to life and moves itself, and stirs, which is easily observed. After this time, it will look somewhat like a man, but transparent, without a body. If, after this, it be fed wisely with the Arcanum of human blood, and be nourished for up to forty weeks, and be kept in the even heat of the horse’s womb, a living human child grows therefrom, with all its members like another child, which is born of a woman, but much smaller.


Sirena Feejee / Feejee mermaid

Uno dei più ambiti oggetti da wunderkammer, l'ibrido perfetto tra pesce e mammiferi dai lontani Mari del Sud / One of the most coveted wunderkammer objects, the perfect hybrid of fish and mammals from the far Southern Seas

Uno dei più ambiti oggetti da wunderkammer, l'ibrido perfetto tra pesce e mammiferi dai lontani Mari del Sud / One of the most coveted wunderkammer objects, the perfect hybrid of fish and mammals from the far Southern Seas

Uno dei più ambiti oggetti da wunderkammer, l'ibrido perfetto tra pesce e mammiferi dai lontani Mari del Sud / One of the most coveted wunderkammer objects, the perfect hybrid of fish and mammals from the far Southern Seas

Uno dei più ambiti oggetti da wunderkammer, l'ibrido perfetto tra pesce e mammiferi dai lontani Mari del Sud / One of the most coveted wunderkammer objects, the perfect hybrid of fish and mammals from the far Southern Seas

Vudù e radici africaneVoodoo and African roots

Antica scatola in legno contenente reperti (feticci, oggetti rituali) di studio sul vodun originale dell'Africa Occidentale, soprattutto del Benin, e delle sue derivazioni voodoo Americane (Haiti, New Orleans) / Antique wooden box containing finds (fetishes, ritual objects) of study on the original vodun of West Africa, especially of Benin, and of its American voodoo derivations (Haiti, New Orleans)

Antica scatola in legno contenente reperti (feticci, oggetti rituali) di studio sul vodun originale dell'Africa Occidentale, soprattutto del Benin, e delle sue derivazioni voodoo Americane (Haiti, New Orleans) / Antique wooden box containing finds (fetishes, ritual objects) of study on the original vodun of West Africa, especially of Benin, and of its American voodoo derivations (Haiti, New Orleans)


Antica scatola in legno contenente reperti (feticci, oggetti rituali) di studio sul vodun originale dell'Africa Occidentale, soprattutto del Benin, e delle sue derivazioni voodoo Americane (Haiti, New Orleans) / Antique wooden box containing finds (fetishes, ritual objects) of study on the original vodun of West Africa, especially of Benin, and of its American voodoo derivations (Haiti, New Orleans)


Antica scatola in legno contenente reperti (feticci, oggetti rituali) di studio sul vodun originale dell'Africa Occidentale, soprattutto del Benin, e delle sue derivazioni voodoo Americane (Haiti, New Orleans) / Antique wooden box containing finds (fetishes, ritual objects) of study on the original vodun of West Africa, especially of Benin, and of its American voodoo derivations (Haiti, New Orleans)


Antica scatola in legno contenente reperti (feticci, oggetti rituali) di studio sul vodun originale dell'Africa Occidentale, soprattutto del Benin, e delle sue derivazioni voodoo Americane (Haiti, New Orleans) / Antique wooden box containing finds (fetishes, ritual objects) of study on the original vodun of West Africa, especially of Benin, and of its American voodoo derivations (Haiti, New Orleans)


Antica scatola in legno contenente reperti (feticci, oggetti rituali) di studio sul vodun originale dell'Africa Occidentale, soprattutto del Benin, e delle sue derivazioni voodoo Americane (Haiti, New Orleans) / Antique wooden box containing finds (fetishes, ritual objects) of study on the original vodun of West Africa, especially of Benin, and of its American voodoo derivations (Haiti, New Orleans)


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Antica scatola in legno contenente reperti (feticci, oggetti rituali) di studio sul vodun originale dell'Africa Occidentale, soprattutto del Benin, e delle sue derivazioni voodoo Americane (Haiti, New Orleans) / Antique wooden box containing finds (fetishes, ritual objects) of study on the original vodun of West Africa, especially of Benin, and of its American voodoo derivations (Haiti, New Orleans)


Antica scatola in legno contenente reperti (feticci, oggetti rituali) di studio sul vodun originale dell'Africa Occidentale, soprattutto del Benin, e delle sue derivazioni voodoo Americane (Haiti, New Orleans) / Antique wooden box containing finds (fetishes, ritual objects) of study on the original vodun of West Africa, especially of Benin, and of its American voodoo derivations (Haiti, New Orleans)


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Antica scatola in legno contenente reperti (feticci, oggetti rituali) di studio sul vodun originale dell'Africa Occidentale, soprattutto del Benin, e delle sue derivazioni voodoo Americane (Haiti, New Orleans) / Antique wooden box containing finds (fetishes, ritual objects) of study on the original vodun of West Africa, especially of Benin, and of its American voodoo derivations (Haiti, New Orleans)


Antica scatola in legno contenente reperti (feticci, oggetti rituali) di studio sul vodun originale dell'Africa Occidentale, soprattutto del Benin, e delle sue derivazioni voodoo Americane (Haiti, New Orleans) / Antique wooden box containing finds (fetishes, ritual objects) of study on the original vodun of West Africa, especially of Benin, and of its American voodoo derivations (Haiti, New Orleans)


Antica scatola in legno contenente reperti (feticci, oggetti rituali) di studio sul vodun originale dell'Africa Occidentale, soprattutto del Benin, e delle sue derivazioni voodoo Americane (Haiti, New Orleans) / Antique wooden box containing finds (fetishes, ritual objects) of study on the original vodun of West Africa, especially of Benin, and of its American voodoo derivations (Haiti, New Orleans)


Antica scatola in legno contenente reperti (feticci, oggetti rituali) di studio sul vodun originale dell'Africa Occidentale, soprattutto del Benin, e delle sue derivazioni voodoo Americane (Haiti, New Orleans) / Antique wooden box containing finds (fetishes, ritual objects) of study on the original vodun of West Africa, especially of Benin, and of its American voodoo derivations (Haiti, New Orleans)


Antica scatola in legno contenente reperti (feticci, oggetti rituali) di studio sul vodun originale dell'Africa Occidentale, soprattutto del Benin, e delle sue derivazioni voodoo Americane (Haiti, New Orleans) / Antique wooden box containing finds (fetishes, ritual objects) of study on the original vodun of West Africa, especially of Benin, and of its American voodoo derivations (Haiti, New Orleans)


Antica scatola in legno contenente reperti (feticci, oggetti rituali) di studio sul vodun originale dell'Africa Occidentale, soprattutto del Benin, e delle sue derivazioni voodoo Americane (Haiti, New Orleans) / Antique wooden box containing finds (fetishes, ritual objects) of study on the original vodun of West Africa, especially of Benin, and of its American voodoo derivations (Haiti, New Orleans)


Antica scatola in legno contenente reperti (feticci, oggetti rituali) di studio sul vodun originale dell'Africa Occidentale, soprattutto del Benin, e delle sue derivazioni voodoo Americane (Haiti, New Orleans) / Antique wooden box containing finds (fetishes, ritual objects) of study on the original vodun of West Africa, especially of Benin, and of its American voodoo derivations (Haiti, New Orleans)


Antica scatola in legno contenente reperti (feticci, oggetti rituali) di studio sul vodun originale dell'Africa Occidentale, soprattutto del Benin, e delle sue derivazioni voodoo Americane (Haiti, New Orleans) / Antique wooden box containing finds (fetishes, ritual objects) of study on the original vodun of West Africa, especially of Benin, and of its American voodoo derivations (Haiti, New Orleans)


“Kobold” mummificato /Mummified Kobold


Il
kobold, a volte italianizzato in “coboldo”, è una figura dell’antica mitologia germanica che è sopravvissuta sino all’età moderna, diventando parte del folklore popolare in Germania (Heinzelmännchen) e in altri paesi del nord Europa. Secondo alcuni è una piccola creatura associata agli elfi o goblin della tradizione britannica, essendo tipicamente descritto come un folletto dispettoso e poco socievole che vive in case o fattorie, dotato di utensili e anche vestiti adatti alla sua taglia. Di notte per eseguire lavori domestici e nutrirsi; se importunato, si vendica facendo dispetti agli abitanti. Esiste però una versione meno fiabesca sulla natura dei kobold. Alcune cronache medievali riportano un rito propiziatorio praticato in epoche pagane da varie popolazioni nordiche: un infante veniva segregato in un nascondiglio sotterraneo per cinque anni. Al termine del periodo si riportava il bambino in superficie per sacrificarlo, trafiggendolo con due lance, una di bonzo e l’altra d’acciaio. Il corpo veniva poi cremato, e dalle ceneri gli sciamani ricavavano un grottesco feticcio. Proprio in seguito alle atrocità subite, dai resti di questo macabro rituale poteva generarsi un coboldo, la cui vendetta consisteva nel molestare gli abitanti di quella comunità  / The kobold is a figure of ancient Germanic mythology that survived until the modern age, becoming part of popular folklore in Germany (Heinzelmännchen) and other northern European countries. According to some it is a small creature associated with the elves or goblins of the British tradition, being typically described as a mischievous and unsociable sprite who lives in houses or farms, equipped with tools and even clothes suitable for his size. At night to do housework and feed; if harassed, it takes revenge by making the inhabitants scorn.
However, there is a less fairytale version of the nature of kobolds. Some medieval chronicles report a propitiatory rite practiced in pagan times by various Nordic populations: an infant was segregated in an underground hiding place for five years. At the end of the period the child was brought back to the surface to sacrifice it, piercing it with two spears, one of bonze and the other of steel. The body was then cremated, and shamans derived a grotesque fetish from the ashes. It was precisely due to the atrocities suffered that a kobold could arise from the remains of this macabre ritual, whose revenge consisted in harassing the inhabitants of that community.
 


Il kobold, a volte italianizzato in “coboldo”, è una figura dell’antica mitologia germanica che è sopravvissuta sino all’età moderna, diventando parte del folklore popolare in Germania (Heinzelmännchen) e in altri paesi del nord Europa. Secondo alcuni è una piccola creatura associata agli elfi o goblin della tradizione britannica, essendo tipicamente descritto come un folletto dispettoso e poco socievole che vive in case o fattorie, dotato di utensili e anche vestiti adatti alla sua taglia. Di notte per eseguire lavori domestici e nutrirsi; se importunato, si vendica facendo dispetti agli abitanti. Esiste però una versione meno fiabesca sulla natura dei kobold. Alcune cronache medievali riportano un rito propiziatorio praticato in epoche pagane da varie popolazioni nordiche: un infante veniva segregato in un nascondiglio sotterraneo per cinque anni. Al termine del periodo si riportava il bambino in superficie per sacrificarlo, trafiggendolo con due lance, una di bonzo e l’altra d’acciaio. Il corpo veniva poi cremato, e dalle ceneri gli sciamani ricavavano un grottesco feticcio. Proprio in seguito alle atrocità subite, dai resti di questo macabro rituale poteva generarsi un coboldo, la cui vendetta consisteva nel molestare gli abitanti di quella comunità  / The kobold is a figure of ancient Germanic mythology that survived until the modern age, becoming part of popular folklore in Germany (Heinzelmännchen) and other northern European countries. According to some it is a small creature associated with the elves or goblins of the British tradition, being typically described as a mischievous and unsociable sprite who lives in houses or farms, equipped with tools and even clothes suitable for his size. At night to do housework and feed; if harassed, it takes revenge by making the inhabitants scorn.
However, there is a less fairytale version of the nature of kobolds. Some medieval chronicles report a propitiatory rite practiced in pagan times by various Nordic populations: an infant was segregated in an underground hiding place for five years. At the end of the period the child was brought back to the surface to sacrifice it, piercing it with two spears, one of bonze and the other of steel. The body was then cremated, and shamans derived a grotesque fetish from the ashes. It was precisely due to the atrocities suffered that a kobold could arise from the remains of this macabre ritual, whose revenge consisted in harassing the inhabitants of that community.
 


Il kobold, a volte italianizzato in “coboldo”, è una figura dell’antica mitologia germanica che è sopravvissuta sino all’età moderna, diventando parte del folklore popolare in Germania (Heinzelmännchen) e in altri paesi del nord Europa. Secondo alcuni è una piccola creatura associata agli elfi o goblin della tradizione britannica, essendo tipicamente descritto come un folletto dispettoso e poco socievole che vive in case o fattorie, dotato di utensili e anche vestiti adatti alla sua taglia. Di notte per eseguire lavori domestici e nutrirsi; se importunato, si vendica facendo dispetti agli abitanti. Esiste però una versione meno fiabesca sulla natura dei kobold. Alcune cronache medievali riportano un rito propiziatorio praticato in epoche pagane da varie popolazioni nordiche: un infante veniva segregato in un nascondiglio sotterraneo per cinque anni. Al termine del periodo si riportava il bambino in superficie per sacrificarlo, trafiggendolo con due lance, una di bonzo e l’altra d’acciaio. Il corpo veniva poi cremato, e dalle ceneri gli sciamani ricavavano un grottesco feticcio. Proprio in seguito alle atrocità subite, dai resti di questo macabro rituale poteva generarsi un coboldo, la cui vendetta consisteva nel molestare gli abitanti di quella comunità  / The kobold is a figure of ancient Germanic mythology that survived until the modern age, becoming part of popular folklore in Germany (Heinzelmännchen) and other northern European countries. According to some it is a small creature associated with the elves or goblins of the British tradition, being typically described as a mischievous and unsociable sprite who lives in houses or farms, equipped with tools and even clothes suitable for his size. At night to do housework and feed; if harassed, it takes revenge by making the inhabitants scorn.
However, there is a less fairytale version of the nature of kobolds. Some medieval chronicles report a propitiatory rite practiced in pagan times by various Nordic populations: an infant was segregated in an underground hiding place for five years. At the end of the period the child was brought back to the surface to sacrifice it, piercing it with two spears, one of bonze and the other of steel. The body was then cremated, and shamans derived a grotesque fetish from the ashes. It was precisely due to the atrocities suffered that a kobold could arise from the remains of this macabre ritual, whose revenge consisted in harassing the inhabitants of that community.
 


Il kobold, a volte italianizzato in “coboldo”, è una figura dell’antica mitologia germanica che è sopravvissuta sino all’età moderna, diventando parte del folklore popolare in Germania (Heinzelmännchen) e in altri paesi del nord Europa. Secondo alcuni è una piccola creatura associata agli elfi o goblin della tradizione britannica, essendo tipicamente descritto come un folletto dispettoso e poco socievole che vive in case o fattorie, dotato di utensili e anche vestiti adatti alla sua taglia. Di notte per eseguire lavori domestici e nutrirsi; se importunato, si vendica facendo dispetti agli abitanti. Esiste però una versione meno fiabesca sulla natura dei kobold. Alcune cronache medievali riportano un rito propiziatorio praticato in epoche pagane da varie popolazioni nordiche: un infante veniva segregato in un nascondiglio sotterraneo per cinque anni. Al termine del periodo si riportava il bambino in superficie per sacrificarlo, trafiggendolo con due lance, una di bonzo e l’altra d’acciaio. Il corpo veniva poi cremato, e dalle ceneri gli sciamani ricavavano un grottesco feticcio. Proprio in seguito alle atrocità subite, dai resti di questo macabro rituale poteva generarsi un coboldo, la cui vendetta consisteva nel molestare gli abitanti di quella comunità  / The kobold is a figure of ancient Germanic mythology that survived until the modern age, becoming part of popular folklore in Germany (Heinzelmännchen) and other northern European countries. According to some it is a small creature associated with the elves or goblins of the British tradition, being typically described as a mischievous and unsociable sprite who lives in houses or farms, equipped with tools and even clothes suitable for his size. At night to do housework and feed; if harassed, it takes revenge by making the inhabitants scorn.
However, there is a less fairytale version of the nature of kobolds. Some medieval chronicles report a propitiatory rite practiced in pagan times by various Nordic populations: an infant was segregated in an underground hiding place for five years. At the end of the period the child was brought back to the surface to sacrifice it, piercing it with two spears, one of bonze and the other of steel. The body was then cremated, and shamans derived a grotesque fetish from the ashes. It was precisely due to the atrocities suffered that a kobold could arise from the remains of this macabre ritual, whose revenge consisted in harassing the inhabitants of that community.
 


Il kobold, a volte italianizzato in “coboldo”, è una figura dell’antica mitologia germanica che è sopravvissuta sino all’età moderna, diventando parte del folklore popolare in Germania (Heinzelmännchen) e in altri paesi del nord Europa. Secondo alcuni è una piccola creatura associata agli elfi o goblin della tradizione britannica, essendo tipicamente descritto come un folletto dispettoso e poco socievole che vive in case o fattorie, dotato di utensili e anche vestiti adatti alla sua taglia. Di notte per eseguire lavori domestici e nutrirsi; se importunato, si vendica facendo dispetti agli abitanti. Esiste però una versione meno fiabesca sulla natura dei kobold. Alcune cronache medievali riportano un rito propiziatorio praticato in epoche pagane da varie popolazioni nordiche: un infante veniva segregato in un nascondiglio sotterraneo per cinque anni. Al termine del periodo si riportava il bambino in superficie per sacrificarlo, trafiggendolo con due lance, una di bonzo e l’altra d’acciaio. Il corpo veniva poi cremato, e dalle ceneri gli sciamani ricavavano un grottesco feticcio. Proprio in seguito alle atrocità subite, dai resti di questo macabro rituale poteva generarsi un coboldo, la cui vendetta consisteva nel molestare gli abitanti di quella comunità  / The kobold is a figure of ancient Germanic mythology that survived until the modern age, becoming part of popular folklore in Germany (Heinzelmännchen) and other northern European countries. According to some it is a small creature associated with the elves or goblins of the British tradition, being typically described as a mischievous and unsociable sprite who lives in houses or farms, equipped with tools and even clothes suitable for his size. At night to do housework and feed; if harassed, it takes revenge by making the inhabitants scorn.
However, there is a less fairytale version of the nature of kobolds. Some medieval chronicles report a propitiatory rite practiced in pagan times by various Nordic populations: an infant was segregated in an underground hiding place for five years. At the end of the period the child was brought back to the surface to sacrifice it, piercing it with two spears, one of bonze and the other of steel. The body was then cremated, and shamans derived a grotesque fetish from the ashes. It was precisely due to the atrocities suffered that a kobold could arise from the remains of this macabre ritual, whose revenge consisted in harassing the inhabitants of that community.
 


Il kobold, a volte italianizzato in “coboldo”, è una figura dell’antica mitologia germanica che è sopravvissuta sino all’età moderna, diventando parte del folklore popolare in Germania (Heinzelmännchen) e in altri paesi del nord Europa. Secondo alcuni è una piccola creatura associata agli elfi o goblin della tradizione britannica, essendo tipicamente descritto come un folletto dispettoso e poco socievole che vive in case o fattorie, dotato di utensili e anche vestiti adatti alla sua taglia. Di notte per eseguire lavori domestici e nutrirsi; se importunato, si vendica facendo dispetti agli abitanti. Esiste però una versione meno fiabesca sulla natura dei kobold. Alcune cronache medievali riportano un rito propiziatorio praticato in epoche pagane da varie popolazioni nordiche: un infante veniva segregato in un nascondiglio sotterraneo per cinque anni. Al termine del periodo si riportava il bambino in superficie per sacrificarlo, trafiggendolo con due lance, una di bonzo e l’altra d’acciaio. Il corpo veniva poi cremato, e dalle ceneri gli sciamani ricavavano un grottesco feticcio. Proprio in seguito alle atrocità subite, dai resti di questo macabro rituale poteva generarsi un coboldo, la cui vendetta consisteva nel molestare gli abitanti di quella comunità  / The kobold is a figure of ancient Germanic mythology that survived until the modern age, becoming part of popular folklore in Germany (Heinzelmännchen) and other northern European countries. According to some it is a small creature associated with the elves or goblins of the British tradition, being typically described as a mischievous and unsociable sprite who lives in houses or farms, equipped with tools and even clothes suitable for his size. At night to do housework and feed; if harassed, it takes revenge by making the inhabitants scorn.
However, there is a less fairytale version of the nature of kobolds. Some medieval chronicles report a propitiatory rite practiced in pagan times by various Nordic populations: an infant was segregated in an underground hiding place for five years. At the end of the period the child was brought back to the surface to sacrifice it, piercing it with two spears, one of bonze and the other of steel. The body was then cremated, and shamans derived a grotesque fetish from the ashes. It was precisely due to the atrocities suffered that a kobold could arise from the remains of this macabre ritual, whose revenge consisted in harassing the inhabitants of that community.
 


Il kobold, a volte italianizzato in “coboldo”, è una figura dell’antica mitologia germanica che è sopravvissuta sino all’età moderna, diventando parte del folklore popolare in Germania (Heinzelmännchen) e in altri paesi del nord Europa. Secondo alcuni è una piccola creatura associata agli elfi o goblin della tradizione britannica, essendo tipicamente descritto come un folletto dispettoso e poco socievole che vive in case o fattorie, dotato di utensili e anche vestiti adatti alla sua taglia. Di notte per eseguire lavori domestici e nutrirsi; se importunato, si vendica facendo dispetti agli abitanti. Esiste però una versione meno fiabesca sulla natura dei kobold. Alcune cronache medievali riportano un rito propiziatorio praticato in epoche pagane da varie popolazioni nordiche: un infante veniva segregato in un nascondiglio sotterraneo per cinque anni. Al termine del periodo si riportava il bambino in superficie per sacrificarlo, trafiggendolo con due lance, una di bonzo e l’altra d’acciaio. Il corpo veniva poi cremato, e dalle ceneri gli sciamani ricavavano un grottesco feticcio. Proprio in seguito alle atrocità subite, dai resti di questo macabro rituale poteva generarsi un coboldo, la cui vendetta consisteva nel molestare gli abitanti di quella comunità  / The kobold is a figure of ancient Germanic mythology that survived until the modern age, becoming part of popular folklore in Germany (Heinzelmännchen) and other northern European countries. According to some it is a small creature associated with the elves or goblins of the British tradition, being typically described as a mischievous and unsociable sprite who lives in houses or farms, equipped with tools and even clothes suitable for his size. At night to do housework and feed; if harassed, it takes revenge by making the inhabitants scorn.
However, there is a less fairytale version of the nature of kobolds. Some medieval chronicles report a propitiatory rite practiced in pagan times by various Nordic populations: an infant was segregated in an underground hiding place for five years. At the end of the period the child was brought back to the surface to sacrifice it, piercing it with two spears, one of bonze and the other of steel. The body was then cremated, and shamans derived a grotesque fetish from the ashes. It was precisely due to the atrocities suffered that a kobold could arise from the remains of this macabre ritual, whose revenge consisted in harassing the inhabitants of that community.
 


Il kobold, a volte italianizzato in “coboldo”, è una figura dell’antica mitologia germanica che è sopravvissuta sino all’età moderna, diventando parte del folklore popolare in Germania (Heinzelmännchen) e in altri paesi del nord Europa. Secondo alcuni è una piccola creatura associata agli elfi o goblin della tradizione britannica, essendo tipicamente descritto come un folletto dispettoso e poco socievole che vive in case o fattorie, dotato di utensili e anche vestiti adatti alla sua taglia. Di notte per eseguire lavori domestici e nutrirsi; se importunato, si vendica facendo dispetti agli abitanti. Esiste però una versione meno fiabesca sulla natura dei kobold. Alcune cronache medievali riportano un rito propiziatorio praticato in epoche pagane da varie popolazioni nordiche: un infante veniva segregato in un nascondiglio sotterraneo per cinque anni. Al termine del periodo si riportava il bambino in superficie per sacrificarlo, trafiggendolo con due lance, una di bonzo e l’altra d’acciaio. Il corpo veniva poi cremato, e dalle ceneri gli sciamani ricavavano un grottesco feticcio. Proprio in seguito alle atrocità subite, dai resti di questo macabro rituale poteva generarsi un coboldo, la cui vendetta consisteva nel molestare gli abitanti di quella comunità  / The kobold is a figure of ancient Germanic mythology that survived until the modern age, becoming part of popular folklore in Germany (Heinzelmännchen) and other northern European countries. According to some it is a small creature associated with the elves or goblins of the British tradition, being typically described as a mischievous and unsociable sprite who lives in houses or farms, equipped with tools and even clothes suitable for his size. At night to do housework and feed; if harassed, it takes revenge by making the inhabitants scorn.
However, there is a less fairytale version of the nature of kobolds. Some medieval chronicles report a propitiatory rite practiced in pagan times by various Nordic populations: an infant was segregated in an underground hiding place for five years. At the end of the period the child was brought back to the surface to sacrifice it, piercing it with two spears, one of bonze and the other of steel. The body was then cremated, and shamans derived a grotesque fetish from the ashes. It was precisely due to the atrocities suffered that a kobold could arise from the remains of this macabre ritual, whose revenge consisted in harassing the inhabitants of that community.
 


Incidente alieno in Italia /Italian Alien Crash


Un segreto ben conservato 
/ A well kept secret

Un segreto ben conservato  / A well kept secret


Un segreto ben conservato  / A well kept secret


Un segreto ben conservato  / A well kept secret


Un segreto ben conservato  / A well kept secret


Un segreto ben conservato  / A well kept secret


Un segreto ben conservato  / A well kept secret


Un segreto ben conservato  / A well kept secret


Koteka, astuccio penico della Nuova Guinea /Koteka, New Guinea penis sheat

Moulage medico: vaiolo /Medical moulage: smallpox

Moulage medico che rappresenta un braccio di un bimbo di 3 anni affetto da vaiolo (variola major) in fase matura.
L'infezione da vaiolo si concentra nei piccoli vasi sanguigni della pelle e nella bocca e nella gola prima della diffusione. Nella pelle provoca un'eruzione maculopapulare caratteristica e, in seguito, crea vesciche piene di liquido. Il tasso complessivo di mortalità è del 30–35 percento. Il vaiolo era responsabile di circa 300-500 milioni di morti nel corso del XX secolo. Nel 1967, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha stimato che 15 milioni di persone hanno contratto la malattia e che due milioni sono morti in quell'anno.
Dopo campagne di vaccinazione nel corso del XIX e XX secolo, l'OMS ha certificato l'eradicazione globale del vaiolo nel 1979. Il vaiolo è una delle due malattie infettive ad essere state debellate dall'uomo /
A medical moulage representing a 3 years old's arm infected with smallpox (variola major) in its ripe stage.
Infection with smallpox is focused in small blood vessels of the skin and in the mouth and throat before disseminating. In the skin it results in a characteristic maculopapular rash and, later, raised fluid-filled blisters. The overall mortality rate is of 30–35 percent. Smallpox was responsible for an estimated 300–500 million deaths during the 20th century. As recently as 1967, the World Health Organization (WHO) estimated that 15 million people contracted the disease and that two million died in that year.
After vaccination campaigns throughout the 19th and 20th centuries, the WHO certified the global eradication of smallpox in 1979. Smallpox is one of two infectious diseases in human history to have been eradicated.



Moulage medico che rappresenta un braccio di un bimbo di 3 anni affetto da vaiolo (variola major) in fase matura.
L'infezione da vaiolo si concentra nei piccoli vasi sanguigni della pelle e nella bocca e nella gola prima della diffusione. Nella pelle provoca un'eruzione maculopapulare caratteristica e, in seguito, crea vesciche piene di liquido. Il tasso complessivo di mortalità è del 30–35 percento. Il vaiolo era responsabile di circa 300-500 milioni di morti nel corso del XX secolo. Nel 1967, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha stimato che 15 milioni di persone hanno contratto la malattia e che due milioni sono morti in quell'anno.
Dopo campagne di vaccinazione nel corso del XIX e XX secolo, l'OMS ha certificato l'eradicazione globale del vaiolo nel 1979. Il vaiolo è una delle due malattie infettive ad essere state debellate dall'uomo /
A medical moulage representing a 3 years old's arm infected with smallpox (variola major) in its ripe stage.
Infection with smallpox is focused in small blood vessels of the skin and in the mouth and throat before disseminating. In the skin it results in a characteristic maculopapular rash and, later, raised fluid-filled blisters. The overall mortality rate is of 30–35 percent. Smallpox was responsible for an estimated 300–500 million deaths during the 20th century. As recently as 1967, the World Health Organization (WHO) estimated that 15 million people contracted the disease and that two million died in that year.
After vaccination campaigns throughout the 19th and 20th centuries, the WHO certified the global eradication of smallpox in 1979. Smallpox is one of two infectious diseases in human history to have been eradicated.

Moulage medico che rappresenta un braccio di un bimbo di 3 anni affetto da vaiolo (variola major) in fase matura.
L'infezione da vaiolo si concentra nei piccoli vasi sanguigni della pelle e nella bocca e nella gola prima della diffusione. Nella pelle provoca un'eruzione maculopapulare caratteristica e, in seguito, crea vesciche piene di liquido. Il tasso complessivo di mortalità è del 30–35 percento. Il vaiolo era responsabile di circa 300-500 milioni di morti nel corso del XX secolo. Nel 1967, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha stimato che 15 milioni di persone hanno contratto la malattia e che due milioni sono morti in quell'anno.
Dopo campagne di vaccinazione nel corso del XIX e XX secolo, l'OMS ha certificato l'eradicazione globale del vaiolo nel 1979. Il vaiolo è una delle due malattie infettive ad essere state debellate dall'uomo /
A medical moulage representing a 3 years old's arm infected with smallpox (variola major) in its ripe stage.
Infection with smallpox is focused in small blood vessels of the skin and in the mouth and throat before disseminating. In the skin it results in a characteristic maculopapular rash and, later, raised fluid-filled blisters. The overall mortality rate is of 30–35 percent. Smallpox was responsible for an estimated 300–500 million deaths during the 20th century. As recently as 1967, the World Health Organization (WHO) estimated that 15 million people contracted the disease and that two million died in that year.
After vaccination campaigns throughout the 19th and 20th centuries, the WHO certified the global eradication of smallpox in 1979. Smallpox is one of two infectious diseases in human history to have been eradicated.


Moulage medico che rappresenta un braccio di un bimbo di 3 anni affetto da vaiolo (variola major) in fase matura.
L'infezione da vaiolo si concentra nei piccoli vasi sanguigni della pelle e nella bocca e nella gola prima della diffusione. Nella pelle provoca un'eruzione maculopapulare caratteristica e, in seguito, crea vesciche piene di liquido. Il tasso complessivo di mortalità è del 30–35 percento. Il vaiolo era responsabile di circa 300-500 milioni di morti nel corso del XX secolo. Nel 1967, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha stimato che 15 milioni di persone hanno contratto la malattia e che due milioni sono morti in quell'anno.
Dopo campagne di vaccinazione nel corso del XIX e XX secolo, l'OMS ha certificato l'eradicazione globale del vaiolo nel 1979. Il vaiolo è una delle due malattie infettive ad essere state debellate dall'uomo /
A medical moulage representing a 3 years old's arm infected with smallpox (variola major) in its ripe stage.
Infection with smallpox is focused in small blood vessels of the skin and in the mouth and throat before disseminating. In the skin it results in a characteristic maculopapular rash and, later, raised fluid-filled blisters. The overall mortality rate is of 30–35 percent. Smallpox was responsible for an estimated 300–500 million deaths during the 20th century. As recently as 1967, the World Health Organization (WHO) estimated that 15 million people contracted the disease and that two million died in that year.
After vaccination campaigns throughout the 19th and 20th centuries, the WHO certified the global eradication of smallpox in 1979. Smallpox is one of two infectious diseases in human history to have been eradicated.


Cassetta di ricerca sui Vampiri del dott. Jamieson /Dr. Jamieson's research box on Vampyres

Il dottor Jamieson scoprì che i vampiri, raggiungendo la pubertà, cominciassero a soffrire di una gravissima forma di anemia conseguente al prosciugamento del loro midollo rosso, avendo solo pochi giorni di margine per non morire di insufficienza cardiaca. In questo modo, il vampiro era praticamente obbligato a consumare sangue di altri umani per assimilarne i globuli rossi e altre importanti sostanze che il loro corpo non riusciva a creare. Quindi, nonostante il vecchio folklore, la morte o il trauma riportati dalla vittima di un vampiro è totalmente accidentale e il vampiro stesso non presenterebbe nessun desiderio di uccidere o di malvagità, se non una innata spinta alla sopravvivenza e all’autoconservazione / Dr. Jamieson discovered that vampires, upon reaching puberty, began to suffer from a very serious form of anemia following the drying up of their red marrow, having only a few days' margin to avoid dying of heart failure. In this way, the vampire was practically forced to consume other human blood to assimilate the red blood cells and other important substances that their body could not create. So, despite the old folklore, the death or trauma reported by a vampire's victim is totally accidental and the vampire himself would not present any desire to kill or evil, except an innate drive for survival and self-preservation.


Il dottor Jamieson scoprì che i vampiri, raggiungendo la pubertà, cominciassero a soffrire di una gravissima forma di anemia conseguente al prosciugamento del loro midollo rosso, avendo solo pochi giorni di margine per non morire di insufficienza cardiaca. In questo modo, il vampiro era praticamente obbligato a consumare sangue di altri umani per assimilarne i globuli rossi e altre importanti sostanze che il loro corpo non riusciva a creare. Quindi, nonostante il vecchio folklore, la morte o il trauma riportati dalla vittima di un vampiro è totalmente accidentale e il vampiro stesso non presenterebbe nessun desiderio di uccidere o di malvagità, se non una innata spinta alla sopravvivenza e all’autoconservazione / Dr. Jamieson discovered that vampires, upon reaching puberty, began to suffer from a very serious form of anemia following the drying up of their red marrow, having only a few days' margin to avoid dying of heart failure. In this way, the vampire was practically forced to consume other human blood to assimilate the red blood cells and other important substances that their body could not create. So, despite the old folklore, the death or trauma reported by a vampire's victim is totally accidental and the vampire himself would not present any desire to kill or evil, except an innate drive for survival and self-preservation.


Il dottor Jamieson scoprì che i vampiri, raggiungendo la pubertà, cominciassero a soffrire di una gravissima forma di anemia conseguente al prosciugamento del loro midollo rosso, avendo solo pochi giorni di margine per non morire di insufficienza cardiaca. In questo modo, il vampiro era praticamente obbligato a consumare sangue di altri umani per assimilarne i globuli rossi e altre importanti sostanze che il loro corpo non riusciva a creare. Quindi, nonostante il vecchio folklore, la morte o il trauma riportati dalla vittima di un vampiro è totalmente accidentale e il vampiro stesso non presenterebbe nessun desiderio di uccidere o di malvagità, se non una innata spinta alla sopravvivenza e all’autoconservazione / Dr. Jamieson discovered that vampires, upon reaching puberty, began to suffer from a very serious form of anemia following the drying up of their red marrow, having only a few days' margin to avoid dying of heart failure. In this way, the vampire was practically forced to consume other human blood to assimilate the red blood cells and other important substances that their body could not create. So, despite the old folklore, the death or trauma reported by a vampire's victim is totally accidental and the vampire himself would not present any desire to kill or evil, except an innate drive for survival and self-preservation.


Il dottor Jamieson scoprì che i vampiri, raggiungendo la pubertà, cominciassero a soffrire di una gravissima forma di anemia conseguente al prosciugamento del loro midollo rosso, avendo solo pochi giorni di margine per non morire di insufficienza cardiaca. In questo modo, il vampiro era praticamente obbligato a consumare sangue di altri umani per assimilarne i globuli rossi e altre importanti sostanze che il loro corpo non riusciva a creare. Quindi, nonostante il vecchio folklore, la morte o il trauma riportati dalla vittima di un vampiro è totalmente accidentale e il vampiro stesso non presenterebbe nessun desiderio di uccidere o di malvagità, se non una innata spinta alla sopravvivenza e all’autoconservazione / Dr. Jamieson discovered that vampires, upon reaching puberty, began to suffer from a very serious form of anemia following the drying up of their red marrow, having only a few days' margin to avoid dying of heart failure. In this way, the vampire was practically forced to consume other human blood to assimilate the red blood cells and other important substances that their body could not create. So, despite the old folklore, the death or trauma reported by a vampire's victim is totally accidental and the vampire himself would not present any desire to kill or evil, except an innate drive for survival and self-preservation.


Il dottor Jamieson scoprì che i vampiri, raggiungendo la pubertà, cominciassero a soffrire di una gravissima forma di anemia conseguente al prosciugamento del loro midollo rosso, avendo solo pochi giorni di margine per non morire di insufficienza cardiaca. In questo modo, il vampiro era praticamente obbligato a consumare sangue di altri umani per assimilarne i globuli rossi e altre importanti sostanze che il loro corpo non riusciva a creare. Quindi, nonostante il vecchio folklore, la morte o il trauma riportati dalla vittima di un vampiro è totalmente accidentale e il vampiro stesso non presenterebbe nessun desiderio di uccidere o di malvagità, se non una innata spinta alla sopravvivenza e all’autoconservazione / Dr. Jamieson discovered that vampires, upon reaching puberty, began to suffer from a very serious form of anemia following the drying up of their red marrow, having only a few days' margin to avoid dying of heart failure. In this way, the vampire was practically forced to consume other human blood to assimilate the red blood cells and other important substances that their body could not create. So, despite the old folklore, the death or trauma reported by a vampire's victim is totally accidental and the vampire himself would not present any desire to kill or evil, except an innate drive for survival and self-preservation.


Il dottor Jamieson scoprì che i vampiri, raggiungendo la pubertà, cominciassero a soffrire di una gravissima forma di anemia conseguente al prosciugamento del loro midollo rosso, avendo solo pochi giorni di margine per non morire di insufficienza cardiaca. In questo modo, il vampiro era praticamente obbligato a consumare sangue di altri umani per assimilarne i globuli rossi e altre importanti sostanze che il loro corpo non riusciva a creare. Quindi, nonostante il vecchio folklore, la morte o il trauma riportati dalla vittima di un vampiro è totalmente accidentale e il vampiro stesso non presenterebbe nessun desiderio di uccidere o di malvagità, se non una innata spinta alla sopravvivenza e all’autoconservazione / Dr. Jamieson discovered that vampires, upon reaching puberty, began to suffer from a very serious form of anemia following the drying up of their red marrow, having only a few days' margin to avoid dying of heart failure. In this way, the vampire was practically forced to consume other human blood to assimilate the red blood cells and other important substances that their body could not create. So, despite the old folklore, the death or trauma reported by a vampire's victim is totally accidental and the vampire himself would not present any desire to kill or evil, except an innate drive for survival and self-preservation.


Il dottor Jamieson scoprì che i vampiri, raggiungendo la pubertà, cominciassero a soffrire di una gravissima forma di anemia conseguente al prosciugamento del loro midollo rosso, avendo solo pochi giorni di margine per non morire di insufficienza cardiaca. In questo modo, il vampiro era praticamente obbligato a consumare sangue di altri umani per assimilarne i globuli rossi e altre importanti sostanze che il loro corpo non riusciva a creare. Quindi, nonostante il vecchio folklore, la morte o il trauma riportati dalla vittima di un vampiro è totalmente accidentale e il vampiro stesso non presenterebbe nessun desiderio di uccidere o di malvagità, se non una innata spinta alla sopravvivenza e all’autoconservazione / Dr. Jamieson discovered that vampires, upon reaching puberty, began to suffer from a very serious form of anemia following the drying up of their red marrow, having only a few days' margin to avoid dying of heart failure. In this way, the vampire was practically forced to consume other human blood to assimilate the red blood cells and other important substances that their body could not create. So, despite the old folklore, the death or trauma reported by a vampire's victim is totally accidental and the vampire himself would not present any desire to kill or evil, except an innate drive for survival and self-preservation.


Il dottor Jamieson scoprì che i vampiri, raggiungendo la pubertà, cominciassero a soffrire di una gravissima forma di anemia conseguente al prosciugamento del loro midollo rosso, avendo solo pochi giorni di margine per non morire di insufficienza cardiaca. In questo modo, il vampiro era praticamente obbligato a consumare sangue di altri umani per assimilarne i globuli rossi e altre importanti sostanze che il loro corpo non riusciva a creare. Quindi, nonostante il vecchio folklore, la morte o il trauma riportati dalla vittima di un vampiro è totalmente accidentale e il vampiro stesso non presenterebbe nessun desiderio di uccidere o di malvagità, se non una innata spinta alla sopravvivenza e all’autoconservazione / Dr. Jamieson discovered that vampires, upon reaching puberty, began to suffer from a very serious form of anemia following the drying up of their red marrow, having only a few days' margin to avoid dying of heart failure. In this way, the vampire was practically forced to consume other human blood to assimilate the red blood cells and other important substances that their body could not create. So, despite the old folklore, the death or trauma reported by a vampire's victim is totally accidental and the vampire himself would not present any desire to kill or evil, except an innate drive for survival and self-preservation.


Il dottor Jamieson scoprì che i vampiri, raggiungendo la pubertà, cominciassero a soffrire di una gravissima forma di anemia conseguente al prosciugamento del loro midollo rosso, avendo solo pochi giorni di margine per non morire di insufficienza cardiaca. In questo modo, il vampiro era praticamente obbligato a consumare sangue di altri umani per assimilarne i globuli rossi e altre importanti sostanze che il loro corpo non riusciva a creare. Quindi, nonostante il vecchio folklore, la morte o il trauma riportati dalla vittima di un vampiro è totalmente accidentale e il vampiro stesso non presenterebbe nessun desiderio di uccidere o di malvagità, se non una innata spinta alla sopravvivenza e all’autoconservazione / Dr. Jamieson discovered that vampires, upon reaching puberty, began to suffer from a very serious form of anemia following the drying up of their red marrow, having only a few days' margin to avoid dying of heart failure. In this way, the vampire was practically forced to consume other human blood to assimilate the red blood cells and other important substances that their body could not create. So, despite the old folklore, the death or trauma reported by a vampire's victim is totally accidental and the vampire himself would not present any desire to kill or evil, except an innate drive for survival and self-preservation.


Il dottor Jamieson scoprì che i vampiri, raggiungendo la pubertà, cominciassero a soffrire di una gravissima forma di anemia conseguente al prosciugamento del loro midollo rosso, avendo solo pochi giorni di margine per non morire di insufficienza cardiaca. In questo modo, il vampiro era praticamente obbligato a consumare sangue di altri umani per assimilarne i globuli rossi e altre importanti sostanze che il loro corpo non riusciva a creare. Quindi, nonostante il vecchio folklore, la morte o il trauma riportati dalla vittima di un vampiro è totalmente accidentale e il vampiro stesso non presenterebbe nessun desiderio di uccidere o di malvagità, se non una innata spinta alla sopravvivenza e all’autoconservazione / Dr. Jamieson discovered that vampires, upon reaching puberty, began to suffer from a very serious form of anemia following the drying up of their red marrow, having only a few days' margin to avoid dying of heart failure. In this way, the vampire was practically forced to consume other human blood to assimilate the red blood cells and other important substances that their body could not create. So, despite the old folklore, the death or trauma reported by a vampire's victim is totally accidental and the vampire himself would not present any desire to kill or evil, except an innate drive for survival and self-preservation.


Il dottor Jamieson scoprì che i vampiri, raggiungendo la pubertà, cominciassero a soffrire di una gravissima forma di anemia conseguente al prosciugamento del loro midollo rosso, avendo solo pochi giorni di margine per non morire di insufficienza cardiaca. In questo modo, il vampiro era praticamente obbligato a consumare sangue di altri umani per assimilarne i globuli rossi e altre importanti sostanze che il loro corpo non riusciva a creare. Quindi, nonostante il vecchio folklore, la morte o il trauma riportati dalla vittima di un vampiro è totalmente accidentale e il vampiro stesso non presenterebbe nessun desiderio di uccidere o di malvagità, se non una innata spinta alla sopravvivenza e all’autoconservazione / Dr. Jamieson discovered that vampires, upon reaching puberty, began to suffer from a very serious form of anemia following the drying up of their red marrow, having only a few days' margin to avoid dying of heart failure. In this way, the vampire was practically forced to consume other human blood to assimilate the red blood cells and other important substances that their body could not create. So, despite the old folklore, the death or trauma reported by a vampire's victim is totally accidental and the vampire himself would not present any desire to kill or evil, except an innate drive for survival and self-preservation.


Il dottor Jamieson scoprì che i vampiri, raggiungendo la pubertà, cominciassero a soffrire di una gravissima forma di anemia conseguente al prosciugamento del loro midollo rosso, avendo solo pochi giorni di margine per non morire di insufficienza cardiaca. In questo modo, il vampiro era praticamente obbligato a consumare sangue di altri umani per assimilarne i globuli rossi e altre importanti sostanze che il loro corpo non riusciva a creare. Quindi, nonostante il vecchio folklore, la morte o il trauma riportati dalla vittima di un vampiro è totalmente accidentale e il vampiro stesso non presenterebbe nessun desiderio di uccidere o di malvagità, se non una innata spinta alla sopravvivenza e all’autoconservazione / Dr. Jamieson discovered that vampires, upon reaching puberty, began to suffer from a very serious form of anemia following the drying up of their red marrow, having only a few days' margin to avoid dying of heart failure. In this way, the vampire was practically forced to consume other human blood to assimilate the red blood cells and other important substances that their body could not create. So, despite the old folklore, the death or trauma reported by a vampire's victim is totally accidental and the vampire himself would not present any desire to kill or evil, except an innate drive for survival and self-preservation.


Il dottor Jamieson scoprì che i vampiri, raggiungendo la pubertà, cominciassero a soffrire di una gravissima forma di anemia conseguente al prosciugamento del loro midollo rosso, avendo solo pochi giorni di margine per non morire di insufficienza cardiaca. In questo modo, il vampiro era praticamente obbligato a consumare sangue di altri umani per assimilarne i globuli rossi e altre importanti sostanze che il loro corpo non riusciva a creare. Quindi, nonostante il vecchio folklore, la morte o il trauma riportati dalla vittima di un vampiro è totalmente accidentale e il vampiro stesso non presenterebbe nessun desiderio di uccidere o di malvagità, se non una innata spinta alla sopravvivenza e all’autoconservazione / Dr. Jamieson discovered that vampires, upon reaching puberty, began to suffer from a very serious form of anemia following the drying up of their red marrow, having only a few days' margin to avoid dying of heart failure. In this way, the vampire was practically forced to consume other human blood to assimilate the red blood cells and other important substances that their body could not create. So, despite the old folklore, the death or trauma reported by a vampire's victim is totally accidental and the vampire himself would not present any desire to kill or evil, except an innate drive for survival and self-preservation.


Il dottor Jamieson scoprì che i vampiri, raggiungendo la pubertà, cominciassero a soffrire di una gravissima forma di anemia conseguente al prosciugamento del loro midollo rosso, avendo solo pochi giorni di margine per non morire di insufficienza cardiaca. In questo modo, il vampiro era praticamente obbligato a consumare sangue di altri umani per assimilarne i globuli rossi e altre importanti sostanze che il loro corpo non riusciva a creare. Quindi, nonostante il vecchio folklore, la morte o il trauma riportati dalla vittima di un vampiro è totalmente accidentale e il vampiro stesso non presenterebbe nessun desiderio di uccidere o di malvagità, se non una innata spinta alla sopravvivenza e all’autoconservazione / Dr. Jamieson discovered that vampires, upon reaching puberty, began to suffer from a very serious form of anemia following the drying up of their red marrow, having only a few days' margin to avoid dying of heart failure. In this way, the vampire was practically forced to consume other human blood to assimilate the red blood cells and other important substances that their body could not create. So, despite the old folklore, the death or trauma reported by a vampire's victim is totally accidental and the vampire himself would not present any desire to kill or evil, except an innate drive for survival and self-preservation.


Il dottor Jamieson scoprì che i vampiri, raggiungendo la pubertà, cominciassero a soffrire di una gravissima forma di anemia conseguente al prosciugamento del loro midollo rosso, avendo solo pochi giorni di margine per non morire di insufficienza cardiaca. In questo modo, il vampiro era praticamente obbligato a consumare sangue di altri umani per assimilarne i globuli rossi e altre importanti sostanze che il loro corpo non riusciva a creare. Quindi, nonostante il vecchio folklore, la morte o il trauma riportati dalla vittima di un vampiro è totalmente accidentale e il vampiro stesso non presenterebbe nessun desiderio di uccidere o di malvagità, se non una innata spinta alla sopravvivenza e all’autoconservazione / Dr. Jamieson discovered that vampires, upon reaching puberty, began to suffer from a very serious form of anemia following the drying up of their red marrow, having only a few days' margin to avoid dying of heart failure. In this way, the vampire was practically forced to consume other human blood to assimilate the red blood cells and other important substances that their body could not create. So, despite the old folklore, the death or trauma reported by a vampire's victim is totally accidental and the vampire himself would not present any desire to kill or evil, except an innate drive for survival and self-preservation.


Il dottor Jamieson scoprì che i vampiri, raggiungendo la pubertà, cominciassero a soffrire di una gravissima forma di anemia conseguente al prosciugamento del loro midollo rosso, avendo solo pochi giorni di margine per non morire di insufficienza cardiaca. In questo modo, il vampiro era praticamente obbligato a consumare sangue di altri umani per assimilarne i globuli rossi e altre importanti sostanze che il loro corpo non riusciva a creare. Quindi, nonostante il vecchio folklore, la morte o il trauma riportati dalla vittima di un vampiro è totalmente accidentale e il vampiro stesso non presenterebbe nessun desiderio di uccidere o di malvagità, se non una innata spinta alla sopravvivenza e all’autoconservazione / Dr. Jamieson discovered that vampires, upon reaching puberty, began to suffer from a very serious form of anemia following the drying up of their red marrow, having only a few days' margin to avoid dying of heart failure. In this way, the vampire was practically forced to consume other human blood to assimilate the red blood cells and other important substances that their body could not create. So, despite the old folklore, the death or trauma reported by a vampire's victim is totally accidental and the vampire himself would not present any desire to kill or evil, except an innate drive for survival and self-preservation.


Moulage di volto sifilitico / Syphilis face moulage

Questa è una scultura medica (moulage) usata per rappresentare l'aspetto esterno della malattia, molto pupolare in Europa tra il XVIII e il XIX secolo. Il loro scopo era quello di dare l'impressione 3D per lo studio e l'istruzione prima dell'avvento della fotografia a colori. In questo caso il modello del viso è scolpito e dipinto per imitare la malattia originale, la sifilide terziaria, la malattia venerea più temuta prima dell'era degli antibiotici. In particolare, è evidenziato l'aspetto delle lesioni dette gomme facciali / This is a medical moulage sculpture used to represent the external appearance of disease, very pupular in Europe between the XVIII and XIX century. Their purpose was to give the 3D impression of a disease for study and education before the advent of photography or colour photography. In this case the face model is sculpted and painted to mimic the original disease, tertiary syphilis, the most feared venereal disease before the antibiotics era. In particular, the appearance of facial gummas are highlighted here.


Questa è una scultura medica (moulage) usata per rappresentare l'aspetto esterno della malattia, molto pupolare in Europa tra il XVIII e il XIX secolo. Il loro scopo era quello di dare l'impressione 3D per lo studio e l'istruzione prima dell'avvento della fotografia a colori. In questo caso il modello del viso è scolpito e dipinto per imitare la malattia originale, la sifilide terziaria, la malattia venerea più temuta prima dell'era degli antibiotici. In particolare, è evidenziato l'aspetto delle lesioni dette gomme facciali / This is a medical moulage sculpture used to represent the external appearance of disease, very pupular in Europe between the XVIII and XIX century. Their purpose was to give the 3D impression of a disease for study and education before the advent of photography or colour photography. In this case the face model is sculpted and painted to mimic the original disease, tertiary syphilis, the most feared venereal disease before the antibiotics era. In particular, the appearance of facial gummas are highlighted here.


Questa è una scultura medica (moulage) usata per rappresentare l'aspetto esterno della malattia, molto pupolare in Europa tra il XVIII e il XIX secolo. Il loro scopo era quello di dare l'impressione 3D per lo studio e l'istruzione prima dell'avvento della fotografia a colori. In questo caso il modello del viso è scolpito e dipinto per imitare la malattia originale, la sifilide terziaria, la malattia venerea più temuta prima dell'era degli antibiotici. In particolare, è evidenziato l'aspetto delle lesioni dette gomme facciali / This is a medical moulage sculpture used to represent the external appearance of disease, very pupular in Europe between the XVIII and XIX century. Their purpose was to give the 3D impression of a disease for study and education before the advent of photography or colour photography. In this case the face model is sculpted and painted to mimic the original disease, tertiary syphilis, the most feared venereal disease before the antibiotics era. In particular, the appearance of facial gummas are highlighted here.


Questa è una scultura medica (moulage) usata per rappresentare l'aspetto esterno della malattia, molto pupolare in Europa tra il XVIII e il XIX secolo. Il loro scopo era quello di dare l'impressione 3D per lo studio e l'istruzione prima dell'avvento della fotografia a colori. In questo caso il modello del viso è scolpito e dipinto per imitare la malattia originale, la sifilide terziaria, la malattia venerea più temuta prima dell'era degli antibiotici. In particolare, è evidenziato l'aspetto delle lesioni dette gomme facciali / This is a medical moulage sculpture used to represent the external appearance of disease, very pupular in Europe between the XVIII and XIX century. Their purpose was to give the 3D impression of a disease for study and education before the advent of photography or colour photography. In this case the face model is sculpted and painted to mimic the original disease, tertiary syphilis, the most feared venereal disease before the antibiotics era. In particular, the appearance of facial gummas are highlighted here.


Questa è una scultura medica (moulage) usata per rappresentare l'aspetto esterno della malattia, molto pupolare in Europa tra il XVIII e il XIX secolo. Il loro scopo era quello di dare l'impressione 3D per lo studio e l'istruzione prima dell'avvento della fotografia a colori. In questo caso il modello del viso è scolpito e dipinto per imitare la malattia originale, la sifilide terziaria, la malattia venerea più temuta prima dell'era degli antibiotici. In particolare, è evidenziato l'aspetto delle lesioni dette gomme facciali / This is a medical moulage sculpture used to represent the external appearance of disease, very pupular in Europe between the XVIII and XIX century. Their purpose was to give the 3D impression of a disease for study and education before the advent of photography or colour photography. In this case the face model is sculpted and painted to mimic the original disease, tertiary syphilis, the most feared venereal disease before the antibiotics era. In particular, the appearance of facial gummas are highlighted here.


Questa è una scultura medica (moulage) usata per rappresentare l'aspetto esterno della malattia, molto pupolare in Europa tra il XVIII e il XIX secolo. Il loro scopo era quello di dare l'impressione 3D per lo studio e l'istruzione prima dell'avvento della fotografia a colori. In questo caso il modello del viso è scolpito e dipinto per imitare la malattia originale, la sifilide terziaria, la malattia venerea più temuta prima dell'era degli antibiotici. In particolare, è evidenziato l'aspetto delle lesioni dette gomme facciali / This is a medical moulage sculpture used to represent the external appearance of disease, very pupular in Europe between the XVIII and XIX century. Their purpose was to give the 3D impression of a disease for study and education before the advent of photography or colour photography. In this case the face model is sculpted and painted to mimic the original disease, tertiary syphilis, the most feared venereal disease before the antibiotics era. In particular, the appearance of facial gummas are highlighted here.


Questa è una scultura medica (moulage) usata per rappresentare l'aspetto esterno della malattia, molto pupolare in Europa tra il XVIII e il XIX secolo. Il loro scopo era quello di dare l'impressione 3D per lo studio e l'istruzione prima dell'avvento della fotografia a colori. In questo caso il modello del viso è scolpito e dipinto per imitare la malattia originale, la sifilide terziaria, la malattia venerea più temuta prima dell'era degli antibiotici. In particolare, è evidenziato l'aspetto delle lesioni dette gomme facciali / This is a medical moulage sculpture used to represent the external appearance of disease, very pupular in Europe between the XVIII and XIX century. Their purpose was to give the 3D impression of a disease for study and education before the advent of photography or colour photography. In this case the face model is sculpted and painted to mimic the original disease, tertiary syphilis, the most feared venereal disease before the antibiotics era. In particular, the appearance of facial gummas are highlighted here.


Una tsantsa cerimoniale / A ceremonial tsantsa

Le tsantsa, dette anche teste rimpicciolite, sono teste umane preparate in modo particolare, usate a scopo trofeale, rituale, o commerciale. Le tsantsa più note sono preparate dagli indigeni della Melanesia e del bacino del Rio delle Amazzoni, o da europei o euro-americani allo scopo di ricreare questa pratica. In Amazzonia, i soli popoli noti per preparare tsantsa sono gli Shuar, Achuar, Huambisa e Aguaruna, collettivamente noti come Shuar dell'Ecuador e del Perù  /
A shrunken head is a severed and specially prepared human head that is used for trophy, ritual, or trade purposes. Headhunting has occurred in many regions of the world, but the practice of headshrinking has only been documented in the northwestern region of the Amazon rainforest. The only tribes known to have shrunken human heads are of the Jivaroan tribes. These include the Shuar, Achuar, Huambisa and Aguaruna tribes, found in Ecuador and Peru. The Shuar call a shrunken head a
tsantsa. Many tribe leaders would show off their heads to scare enemies.


Le tsantsa, dette anche teste rimpicciolite, sono teste umane preparate in modo particolare, usate a scopo trofeale, rituale, o commerciale. Le tsantsa più note sono preparate dagli indigeni della Melanesia e del bacino del Rio delle Amazzoni, o da europei o euro-americani allo scopo di ricreare questa pratica. In Amazzonia, i soli popoli noti per preparare tsantsa sono gli Shuar, Achuar, Huambisa e Aguaruna, collettivamente noti come Shuar dell'Ecuador e del Perù  /
A shrunken head is a severed and specially prepared human head that is used for trophy, ritual, or trade purposes. Headhunting has occurred in many regions of the world, but the practice of headshrinking has only been documented in the northwestern region of the Amazon rainforest. The only tribes known to have shrunken human heads are of the Jivaroan tribes. These include the Shuar, Achuar, Huambisa and Aguaruna tribes, found in Ecuador and Peru. The Shuar call a shrunken head a
tsantsa. Many tribe leaders would show off their heads to scare enemies.


Le tsantsa, dette anche teste rimpicciolite, sono teste umane preparate in modo particolare, usate a scopo trofeale, rituale, o commerciale. Le tsantsa più note sono preparate dagli indigeni della Melanesia e del bacino del Rio delle Amazzoni, o da europei o euro-americani allo scopo di ricreare questa pratica. In Amazzonia, i soli popoli noti per preparare tsantsa sono gli Shuar, Achuar, Huambisa e Aguaruna, collettivamente noti come Shuar dell'Ecuador e del Perù  /
A shrunken head is a severed and specially prepared human head that is used for trophy, ritual, or trade purposes. Headhunting has occurred in many regions of the world, but the practice of headshrinking has only been documented in the northwestern region of the Amazon rainforest. The only tribes known to have shrunken human heads are of the Jivaroan tribes. These include the Shuar, Achuar, Huambisa and Aguaruna tribes, found in Ecuador and Peru. The Shuar call a shrunken head a
tsantsa. Many tribe leaders would show off their heads to scare enemies.


Le tsantsa, dette anche teste rimpicciolite, sono teste umane preparate in modo particolare, usate a scopo trofeale, rituale, o commerciale. Le tsantsa più note sono preparate dagli indigeni della Melanesia e del bacino del Rio delle Amazzoni, o da europei o euro-americani allo scopo di ricreare questa pratica. In Amazzonia, i soli popoli noti per preparare tsantsa sono gli Shuar, Achuar, Huambisa e Aguaruna, collettivamente noti come Shuar dell'Ecuador e del Perù  /
A shrunken head is a severed and specially prepared human head that is used for trophy, ritual, or trade purposes. Headhunting has occurred in many regions of the world, but the practice of headshrinking has only been documented in the northwestern region of the Amazon rainforest. The only tribes known to have shrunken human heads are of the Jivaroan tribes. These include the Shuar, Achuar, Huambisa and Aguaruna tribes, found in Ecuador and Peru. The Shuar call a shrunken head a
tsantsa. Many tribe leaders would show off their heads to scare enemies.


Le tsantsa, dette anche teste rimpicciolite, sono teste umane preparate in modo particolare, usate a scopo trofeale, rituale, o commerciale. Le tsantsa più note sono preparate dagli indigeni della Melanesia e del bacino del Rio delle Amazzoni, o da europei o euro-americani allo scopo di ricreare questa pratica. In Amazzonia, i soli popoli noti per preparare tsantsa sono gli Shuar, Achuar, Huambisa e Aguaruna, collettivamente noti come Shuar dell'Ecuador e del Perù  /
A shrunken head is a severed and specially prepared human head that is used for trophy, ritual, or trade purposes. Headhunting has occurred in many regions of the world, but the practice of headshrinking has only been documented in the northwestern region of the Amazon rainforest. The only tribes known to have shrunken human heads are of the Jivaroan tribes. These include the Shuar, Achuar, Huambisa and Aguaruna tribes, found in Ecuador and Peru. The Shuar call a shrunken head a
tsantsa. Many tribe leaders would show off their heads to scare enemies.


Le tsantsa, dette anche teste rimpicciolite, sono teste umane preparate in modo particolare, usate a scopo trofeale, rituale, o commerciale. Le tsantsa più note sono preparate dagli indigeni della Melanesia e del bacino del Rio delle Amazzoni, o da europei o euro-americani allo scopo di ricreare questa pratica. In Amazzonia, i soli popoli noti per preparare tsantsa sono gli Shuar, Achuar, Huambisa e Aguaruna, collettivamente noti come Shuar dell'Ecuador e del Perù  /
A shrunken head is a severed and specially prepared human head that is used for trophy, ritual, or trade purposes. Headhunting has occurred in many regions of the world, but the practice of headshrinking has only been documented in the northwestern region of the Amazon rainforest. The only tribes known to have shrunken human heads are of the Jivaroan tribes. These include the Shuar, Achuar, Huambisa and Aguaruna tribes, found in Ecuador and Peru. The Shuar call a shrunken head a
tsantsa. Many tribe leaders would show off their heads to scare enemies.


Le tsantsa, dette anche teste rimpicciolite, sono teste umane preparate in modo particolare, usate a scopo trofeale, rituale, o commerciale. Le tsantsa più note sono preparate dagli indigeni della Melanesia e del bacino del Rio delle Amazzoni, o da europei o euro-americani allo scopo di ricreare questa pratica. In Amazzonia, i soli popoli noti per preparare tsantsa sono gli Shuar, Achuar, Huambisa e Aguaruna, collettivamente noti come Shuar dell'Ecuador e del Perù  /
A shrunken head is a severed and specially prepared human head that is used for trophy, ritual, or trade purposes. Headhunting has occurred in many regions of the world, but the practice of headshrinking has only been documented in the northwestern region of the Amazon rainforest. The only tribes known to have shrunken human heads are of the Jivaroan tribes. These include the Shuar, Achuar, Huambisa and Aguaruna tribes, found in Ecuador and Peru. The Shuar call a shrunken head a
tsantsa. Many tribe leaders would show off their heads to scare enemies.


Le tsantsa, dette anche teste rimpicciolite, sono teste umane preparate in modo particolare, usate a scopo trofeale, rituale, o commerciale. Le tsantsa più note sono preparate dagli indigeni della Melanesia e del bacino del Rio delle Amazzoni, o da europei o euro-americani allo scopo di ricreare questa pratica. In Amazzonia, i soli popoli noti per preparare tsantsa sono gli Shuar, Achuar, Huambisa e Aguaruna, collettivamente noti come Shuar dell'Ecuador e del Perù  /
A shrunken head is a severed and specially prepared human head that is used for trophy, ritual, or trade purposes. Headhunting has occurred in many regions of the world, but the practice of headshrinking has only been documented in the northwestern region of the Amazon rainforest. The only tribes known to have shrunken human heads are of the Jivaroan tribes. These include the Shuar, Achuar, Huambisa and Aguaruna tribes, found in Ecuador and Peru. The Shuar call a shrunken head a
tsantsa. Many tribe leaders would show off their heads to scare enemies.


Le tsantsa, dette anche teste rimpicciolite, sono teste umane preparate in modo particolare, usate a scopo trofeale, rituale, o commerciale. Le tsantsa più note sono preparate dagli indigeni della Melanesia e del bacino del Rio delle Amazzoni, o da europei o euro-americani allo scopo di ricreare questa pratica. In Amazzonia, i soli popoli noti per preparare tsantsa sono gli Shuar, Achuar, Huambisa e Aguaruna, collettivamente noti come Shuar dell'Ecuador e del Perù  /
A shrunken head is a severed and specially prepared human head that is used for trophy, ritual, or trade purposes. Headhunting has occurred in many regions of the world, but the practice of headshrinking has only been documented in the northwestern region of the Amazon rainforest. The only tribes known to have shrunken human heads are of the Jivaroan tribes. These include the Shuar, Achuar, Huambisa and Aguaruna tribes, found in Ecuador and Peru. The Shuar call a shrunken head a
tsantsa. Many tribe leaders would show off their heads to scare enemies.